La Legge di Bilancio introduce importanti novità sul fronte delle pensioni. Il Parlamento ha approvato la manovra con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il testo entrerà in vigore entro la fine dell’anno.
Le modifiche principali riguardano soprattutto il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione. Con la manovra 2026, a partire dal 2027, servirà un mese in più per andare in pensione di vecchiaia. L’età pensionabile salirà infatti a 67 anni e un mese.
L’aumento è legato all’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, previsto dalla normativa vigente. Si tratta di un meccanismo che tiene conto dell’allungamento medio della vita e che incide periodicamente sui requisiti di accesso al sistema previdenziale.
Arrivano però anche notizie positive per i pensionati con redditi più bassi. La Legge di Bilancio prevede un aumento delle pensioni minime. L’assegno crescerà di 20 euro al mese, offrendo un sostegno aggiuntivo a una fascia particolarmente fragile della popolazione.
Sul fronte delle uscite anticipate, il Governo conferma una linea più restrittiva. Con la nuova manovra resta definitivamente archiviata Opzione Donna, così come viene confermato l’addio alla Pensione Anticipata Flessibile. Le due misure non verranno rifinanziate per il 2026.
La scelta punta a contenere la spesa previdenziale e a rafforzare la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo periodo. Tuttavia, la decisione continua a generare dibattito politico e preoccupazione tra i lavoratori prossimi alla pensione.
Nei prossimi mesi saranno fondamentali i decreti attuativi e i chiarimenti dell’INPS per definire nel dettaglio l’applicazione delle nuove regole. Intanto, chi si avvicina all’età pensionabile è chiamato a valutare con attenzione i requisiti aggiornati.
La Legge di Bilancio 2026 segna dunque un nuovo passaggio nel percorso di riforma delle pensioni, tra aumenti contenuti degli assegni e requisiti più stringenti per l’accesso al pensionamento.



