“Ieri (mercoledì 8 luglio, ndr) a Napoli si è svolta una manifestazione del “Campo Largo” che non ha riscosso particolari consensi (ad essere buoni), a partire dalla scarsa partecipazione (poco più di 300 persone, “contestatori” inclusi)’, il che con Sindaco di Napoli (PD) e Presidente Regione (M5s) in carica la dice lunga sull’attuale capacità di mobilitazione delle masse del centrosinistra, almeno a Napoli. Non parliamo poi delle proposte, poco o per nulla incisive. Da tempo diciamo (ovviamente ignorati) che sul Sud e sulle sua “quistione” andrebbe creata un’ampia convergenza, che si dedichi a proporre soluzione concrete per iniziare a combattere l’aumento della povertà e della disoccupazione, il dissesto idrogeologico, la crisi demografica che dura da anni e dovuta all’emigrazione dei giovani, ecc… Tutte emergenza che l’attuale Governo non prende in alcun modo in considerazione così come l’ipotesi di ‘accendere il secondo motore del Paese’. Viene sempre e solo ‘prima il Nord’ in una visione discriminatoria tipica della destra leghista. E così mentre aumentano le preoccupazioni di una guerra che si fa sempre più possibile, con l’Esercito Italiano composto per il 72% da meridionali, il Mezzogiorno risulta nell’ultima legge di bilancio del tutto marginale, ignorato, prima spremuto, poi illuso ed ora gettato via. Nulla di nuovo sotto il sole. La situazione del Sud, all’unità ad oggi, non è dissimile ‘a una colonizzazione imperialista’ dove i meridionali non hanno nessuna voce in capitolo. Non è altro che un momento della lotta di classe che si estrinseca attraverso la trasformazione delle masse dei colonizzati in una classe di lavoratori sottopagati. Il fine è quello della costruzione di una massa enorme di forza lavoro a disposizione delle industrie del Nord Italia ed Europa tecnologicamente avanzate e di discarica terzomondista per rifiuti di ogni genere e tipo, a partire dalle scorie nucleari presenti e future, sempre e solo al servizio dei Nord. Riprova è l’Autonomia differenziata di Calderoli dove si vuole addirittura per legge è l’apartheid economico e sociale, per legge, verso i cittadini (evidentemente di serie B) del Mezzogiorno. A riprova la proposta della Lega di NON fare votare i fuori sede del Sud. Nessuna soluzione a tutte queste emergenze perenni è stata proposta ieri. Qualche frase, comunque scontata, ma nulla di più. Proposte evidentemente giudicate poco credibile da chi era in piazza e soprattutto da chi in piazza non si è nemmeno recato. Solo nel marzo scorso media e politici avevano sottolineato la grande forza espressa di cittadini del Sud nell’essere decisivi con il loro voto (Napoli e Palermo oltre il 75% di NO) per respingere la riforma della giustizia proposta dalla destra. In altre parole, Meloni e la sua proposta antipopolare e servile è stata messa alla porta e la Costituzione difesa. Se n’è parlato per una settimana, poi il Sud, come sempre, è scomparso totalmente dai radar. Quella di ieri, solo tre mesi dopo, è la risposta dei cittadini a questa perdurante sottovalutazione. Bisognerebbe finalmente convincersi che per costruire l’alternativa popolare di sinistra alle parole d’ordine: antiliberista, ambientalista, anticapitalista, antifascista, femminista e pacifista, bisogna necessariamente aggiungere meridionalista. Il meridionalismo, infatti, non è una corrente politica, ma un’attività di ricerca e di analisi storica ed economica sulla questione meridionale al fine di risolverla. A mio avviso la sinistra può ripartire solo da Sud. Il Mezzogiorno appare infatti, più che in passato, già all’opposizione, basta solo intercettarne le sensibilità. Bisogna unirsi su più battaglie, con tutti quei progressisti volenterosi di cambiare l’attuale status quo. Non a caso un grande meridionalista come Gaetano Salvemini, nelle Lezioni di Harvard, denunciava le inutili divisioni della sinistra che portarono Mussolini al governo. Oggi però dobbiamo anche tenere presente che gli eredi del fascismo sono già al governo e quindi meglio evitare le divisioni basate spesso su questioni di ‘teologia’ politica che l’elettore non comprende e tantomeno apprezza, ed unirsi, in questo caso sul Mezzogiorno dandogli voce e rappresentanza. Certo bisognerebbe mettere da parte i soliti distinguo e primogeniture, sicuramente poco apprezzati dai cittadini, ed aprirsi di più e senza paura a nuove “contaminazioni”, nuove idee, nuove soluzioni. Si è già all’opposizione c’è poco da difendere. In caso contrario, continuando sul cammino di ieri, la strada del centrodestra per continuare a governare per chissà quanto è già spianata. Speriamo ci sia un colpo di coda, il tempo c’è“.
Questo quanto dichiarato tramite social dal Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, a commento della manifestazione congiunta Pd, M5s, AVS, tenutasi a Napoli mercoledì 8 luglio.


