La pastiera napoletana vesuviana è molto più di un dolce.
È attesa, ritualità, famiglia. Nelle case dell’area vesuviana si prepara il Giovedì o il Venerdì Santo, per essere gustata a Pasqua.
Il suo profumo di grano cotto e fiori d’arancio invade le cucine e segna l’inizio della primavera.
Le origini tra leggenda e tradizione
Secondo la leggenda, la sirena Partenope offrì agli abitanti sette doni simbolici, tra cui grano, ricotta e uova: ingredienti che compongono la pastiera.
Nell’area vesuviana, il grano veniva spesso cotto lentamente nel latte con scorza di limone.
Ogni famiglia custodisce una propria versione:
- più ricca di canditi
- più intensa di fiori d’arancio
- più cremosa o più compatta
Ingredienti (stampo 28 cm)
Pasta frolla
- 500 g farina
- 200 g zucchero
- 200 g burro o sugna
- 3 uova
- Scorza di limone
Ripieno
- 500 g grano cotto
- 300 ml latte
- 500 g ricotta di pecora
- 400 g zucchero
- 5 uova
- 1 fiala acqua di fiori d’arancio
- 100 g canditi misti
- Cannella q.b.
Preparazione tradizionale
Cuocere il grano
Scaldare il grano con latte e scorza di limone fino a ottenere una crema morbida.
Preparare la crema
Setacciare la ricotta, unire zucchero, uova, grano cotto, canditi e aromi.
Foderare lo stampo
Stendere la frolla e rivestire lo stampo.
Riempire e decorare
Versare il ripieno.
Decorare con strisce di frolla incrociate.
Cottura
Cuocere a 170° per circa 80–90 minuti.
Lasciare riposare almeno 24 ore prima di servire.
Curiosità vesuviana
Molte famiglie preparano più pastiere per regalarle a parenti e amici.


