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23 Maggio, 2022

Pasta allo Scarpariello, storia di un piatto tipico napoletano




O’ scarpariello o pasta allo scarpariello nasce in una delle zone più popolari di Napoli: i Quartieri Spagnoli.

Il nome deriva dai suoi ideatori, gli ‘scarpari, ovvero i calzolai che, proprio nei Quartieri Spagnoli avevano i loro negozi.

Questo piatto veniva preparato con i prodotti che avanzavano in casa o con quello che spesso veniva dato in dono o come forma di pagamento ai calzolai per il loro lavoro.

La ricetta originale, era un modo per riciclare gli avanzi della domenica, infatti era preparato con il ragù della domenica e il formaggio che non mancava mai nelle credenze.

La preparazione tradizionale di questa pietanza prevedeva uno spicco d’aglio da far soffriggere in padella su un fondo d’olio; quando l’aglio diveniva dorato si aggiungeva il pomodoro, il basilico e un pizzico di sale e lo si lasciava a cuocere lentamente per 15 minuti circa.

Mentre il tutto prendeva sapore, si iniziava a preparare la pentola con l’acqua per la cottura della pasta che, ovviamente, doveva essere al dente.

Una volta che quest’ultima fosse stata pronta, si faceva saltare il tutto in una padella, aggiungendo parmigiano e pecorino grattugiato e facendo amalgamare per qualche minuto.

Una volta pronto si aggiungevano gli ultimi ritocchi; qualche altra foglia di basilico fresco, peperoncino e un filo d’olio a crudo.

Lo scarpariello è ad oggi uno dei piatti napoletani che ne rappresentano la tradizione culinaria, nonché tra i più cucinati dai napoletani stessi quando si ha necessità di preparare un qualcosa di veloce ma senza rinunciare al sapore nostrano di ‘casa’ .

Oggi questo piatto tradizionale è stato rivisitato, come ormai molti piatti della cucina, non solo napoletana, ma anche italiana.

Questi viene, infatti, cucinato utilizzando pomodori pelati o freschi, diversamente dalla tradizione che vede l’utilizzo del ragù avanzato della domenica.

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