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30 Luglio, 2021

No all’ora di religione, arriva (finalmente) la mozione della sinistra



Su iniziativa di Bianca Laura Granato di “L’alternativa c’è” la politica ha tradotto in una mozione la richiesta di rivedere gli accordi del 1984 circa l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado, benché su base facoltativa.

A sottoscrivere la proposta il Partito Democratico, il Movimento Cinque Stelle, Liberi e Uguali, Più Europa e il Gruppo Misto.

Non si è fatta attendere la reazione sconvolta della destra conservatrice, capeggiata da Fratelli d’Italia, che ha criticato la mozione ritenendo che la religione cattolica sia parte dell’identità nazionale e che vada pertanto garantita la possibilità di insegnamento di questa materia.

Ma consideriamo le argomentazioni di FdI e di Carmela Ella Bucalo, l’esponente che si è espresso in tal senso, e pensiamo a quanto queste siano frutto di una visione (se di visione si può parlare) distorta del nostro Paese, che è uno stato laico, e la cui costituzione garantisce a chiunque libertà di culto all’articolo 19*: ebbene non pare che sia data la possibilità di insegnare in tutte le scuole religioni come quella musulmana, ebraica o cristiana ortodossa benché esistano -e siano in taluni luoghi del nostro Paese anche abbastanza folte- comunità religiose di questo tipo.

La democrazia non dev’essere dittatura della maggioranza per cui, pur essendo la religione cristiana a confessione cattolica quella maggiormente professata nel bel Paese, questa non dovrebbe comunque ottenerne alcun privilegio che mini il rapporto paritetico che deve esistere tra credi diversi in uno stato che voglia realmente essere laico, non solo de iure ma anche de facto.

Tra l’altro parliamo, stando alle rilevazioni più recenti**, di una maggioranza solo relativa, in quanto i cattolici praticanti in Italia sono circa il 20-30% della popolazione, un numero ancora più basso tra i giovani e in costante calo da un po’ di anni a questa parte.

Pare, a dire il vero, quantomeno tardivo che soltanto nel 2021 si arrivi a discutere della possibilità di privare la religione cattolica dello status speciale a essa riservato e incompatibile logicamente con il dettato costituzionale.

La Bucalo ha continuato tirando in ballo il fatto che una eventuale cancellazione dell’ora di religione provocherebbe il licenziamento di ventiseimila docenti in possesso di un titolo pontificio e non statale, un titolo che non sarebbe conseguentemente spendibile per dedicarsi all’insegnamento di altre materie, motivo che spinge alla manifestazione del 24 giugno a Roma dinanzi al Ministero, unitamente alla richiesta di stabilizzazione di diecimila precari storici.

Tuttavia tale argomentazione parte dal presupposto sbagliato che non si possa cambiare per le conseguenze sul breve termine del cambiamento, cosa che la politica non dovrebbe assolutamente permettere, come ben evidenziato dal segretario dem Enrico Letta, quando ha parlato di agire seguendo radicalità nella condotta e riformismo nel metodo.

In aggiunta non è da escludere un periodo di transizione graduale verso la cancellazione dell’ora di religione, nonché la possibilità di adottare misure che pongano rimedio alla questione del licenziamento dei docenti e attraverso l’impiego del personale considerato in ore di approfondimento e attraverso un’azione coordinata con le istituzioni pontificie.

*Articolo 19: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” [cfr. artt.8, 20]

**riferimento al sondaggio SWG eseguito tra l’8 e il 10 luglio del 2020: https://www.termometropolitico.it/1567638_sondaggi-politici-swg-religione.html



Luigi Punzohttps://www.vesuvianonews.it/
Nato nel 2003, Luigi Punzo studia al liceo scientifico statale Salvatore Di Giacomo di San Sebastiano al Vesuvio (NA) dove risiede. è vicesegretario del circolo dei Giovani Democratici di Massa di Somma (NA) e prende parte alla direzione metropolitana dei GD Napoli.

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