13.3 C
Napoli
28 Novembre, 2021

Napoli: un ricordo di Eduardo De Filippo




A Napoli, dopo la presentazione ufficiale, avvenuta il 21 maggio 2021 al Teatro San Ferdinando, di un grande evento culturale in memoria di Eduardo De Filippo (Napoli 24 maggio 1900-Roma 31 Ottobre 1984), nei giorni di lunedì 24 e martedì 25 maggio il quotidiano “La Repubblica”, con la trentennale redazione di Napoli e la direzione, dal 2015, di Ottavio Ragone, ha dato in omaggio ai suoi lettori i due volumi, a firma del critico teatrale Giulio Baffi, intitolati “Effetto Eduardo”.

Maurizio Molinari, direttore del prestigioso quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, in edicola dal 14 gennaio 1976, nella sua prefazione all’opera, richiamando “L’universo poetico di Eduardo”, ha scritto: «A coronamento delle celebrazioni per il centoventesimo anno della nascita, rendiamo omaggio ad uno dei più grandi, ed amati, protagonisti del teatro e della cultura del nostro Paese, Eduardo De Filippo. Drammaturgo, attore, regista napoletano che nella sua vita ha saputo rappresentare la società in cui ha vissuto dilatandone i confini in un universo ben più ampio di quello, già ricchissimo, che la sua città gli offriva e diventando uno dei più lucidi e critici testimoni del suo tempo».

I due testi raccolgono le testimonianze di quanti lavorarono al fianco di Eduardo nei diversi decenni della sua attività e contiene anche una sezione dedicata alla critica letteraria.

Nel “Primo Atto” dell’opera che “Repubblica” ha pubblicato in collaborazione con la Fondazione De Filippo e con l’Editore Guida vi è riportata quella del figlio Luca De Filippo (Roma 3 giugno 1948-27 novembre 2015) che inizia così: «Sono nato in una famiglia di attori, considero Eduardo Scarpetta un magnifico patriarca del teatro. Capostipite di una grande famiglia di cui mi onoro di fare parte. Di “figli d’arte” oggi nel teatro è difficile incontrarne, ce ne sono pochi; un “figlio d’arte” deve costantemente superare un esame, cosa che non avviene agli altri attori”.

Più avanti Giulio Baffi, a proposito del lavoro di Eduardo lo ricorda ancora attivo in una serata del mese di maggio 1979 quale «figlio che aveva deciso da tempo di essere una parte del lavoro del padre, organizzatore pronto a curare ogni dettaglio, interprete applaudito in scoppiettanti “duetti” d’irresistibile comicità. Eppure attore sempre in prova, uomo di teatro perennemente in esame da superare».

Nel “Secondo Atto” Paola Quarenghi, professore associato in discipline dello spettacolo, che ha insegnato alla “Sapienza” di Roma ed in altri atenei ed ha dedicato rilevanti studi e pubblicazioni ad Eduardo De filippo, nel ricordare “Lezioni all’università” e l’esperienza del Teatro Ateneo a Roma, ha anche richiamato alla memoria gli anni dei suoi esordi di giovane assistente in progetti formativi come per il Montalcino Teatro Stage 1983.

Il 9 luglio 1983, a Montalcino, in provincia di Siena, i presenti poterono assistere a quella che sarebbe stata «l’ultima recita di Eduardo», oggi conservata nella storica registrazione fatta dalla troupe del Centro Teatro Ateneo di Roma.

In quella torrida estate il “Maestro Eduardo”, che intanto traduceva riscrivendo “La Tempesta” di William Shakespeare nella lingua napoletana, era ospite docente per un corso di formazione per un selezionato gruppo di giovani attori provenienti da tutta Italia.

Fra questi, Antonio Castaldo, oggi sociologo e giornalista di IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, che così ricorda quella straordinaria esperienza; «Con lo sguardo sulla sua foto e la personale dedica, la mia mente va all’intenso ricordo dell’estate del 1983 segnata dall’incontro con Eduardo De Filippo, a Montalcino in provincia di Siena, dove fui ammesso a partecipare ai corsi di “Formazione Professionale per Attori”. Lo “Studio Internazionale dello Spettacolo” nell’edizione del “Montalcino Teatro Stage”, registrava quell’anno la partecipazione di Eduardo De Filippo, Mimmo Cuticchio, Bruno Leone, Ferruccio Marotti, Paola Quarenghi, Paolo Puppa, Cesare Molinari, ed altri studiosi del teatro, docenti universitari, attori e attrici. Un segno indelebile quell’esperienza mi lasciò nella mia formazione artistica ed umana. Lo ricordo ancora una volta, come già fatto nel 120esimo anniversario della nascita, esprimo perciò un perenne grato ricordo alla maestosa figura di Eduardo ed a quanti allora, uomini ed istituzioni, permisero la realizzazione di uno sogno».



Potrebbe interessarti anche

Ultimi Articoli