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16 Maggio, 2026

Napoli celebra Mellucci: svelata la targa al genio che ha ridisegnato la città moderna

Una mattinata dal forte valore simbolico ha riportato alla luce la figura di Gioacchino Luigi Mellucci, l’ingegnere che tra Ottocento e Novecento ha contribuito a ridisegnare la modernità di Napoli. La città gli ha reso omaggio con una cerimonia intensa e partecipata, svoltasi nella stazione della Funicolare Centrale di Piazzetta Duca d’Aosta, una delle sue opere più audaci.

Tra le arcate che sfidano la gravità, è stata scoperta una targa commemorativa dedicata a un uomo che non fu soltanto un tecnico o un docente, ma un visionario capace di trasformare le asperità del tufo e le pendenze della città in opportunità architettoniche.

Un ruolo fondamentale in questo percorso di riscoperta è stato svolto dal nipote, il professor Giorgio Mellucci, da anni impegnato in un meticoloso lavoro di ricerca archivistica che ha permesso di ricostruire l’immenso patrimonio progettuale del bisnonno. Un lavoro che ha riportato Mellucci al centro del dibattito culturale cittadino, restituendogli il posto che merita nella storia dell’ingegneria e dell’architettura napoletana.

Il momento dello svelamento della targa è stato un vero abbraccio tra la famiglia Mellucci e la città. Accanto a Giorgio erano presenti:

  • Vittorio Mellucci, con la moglie Maria Grazia Romano e i figli;
  • Liana del Mercato, con le figlie Anny e Germana.

L’iniziativa, promossa dall’onorevole Nino Simeone, ha visto gli interventi del professor Edoardo Cosenza, dell’architetto Alessandro Castagnaro e dei dirigenti ANM Attilio Capasso e Valeria Teti, che hanno sottolineato come Mellucci sia stato il ponte tra l’ingegneria tradizionale e l’eleganza formale del Liberty.

La sua firma è ovunque: dalla celebre scala ellittica di Palazzo Mannajuolo, capolavoro di equilibrio sospeso, al Teatro Augusteo, dalle Terme di Agnano alle ville Liberty di Posillipo e Vomero. Opere che hanno reso possibile una nuova idea di città, verticale, moderna e armoniosa.

Mellucci non costruiva solo edifici; costruiva la possibilità di vivere la città in verticale”, è stato ricordato durante la cerimonia.

Napoli, oggi, non ha celebrato soltanto un nome, ma una visione: quella di una città audace, funzionale e, grazie al genio di Mellucci, eternamente affascinante.

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