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20 Ottobre, 2021

Napoli MANN e ODG Campania nella formazione dei giornalisti




Mercoledì 15 settembre 2021 si è tenuto l’aggiornamento professionale promosso dall’Ordine dei Giornalisti in Campania, presieduto da Ottavio Lucarelli con “I Beni Culturali nella Deontologia dell’Informazione” presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini.

Antonella Carlo, la Responsabile dell’Ufficio Comunicazione del Museo Archeologico ha parlato di «Trasparenza e diritti dei visitatori. La comunicazione dei Beni Culturali da fare in modo serio ma non serioso. Il Mann dopo quello del 2016-2019 è passato al Piano Strategico 2020-2023».

Paolo Giulierini, il Direttore del MANN attraverso un video ha trasmesso questo messaggio: «Saluto tutti i membri dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Da sempre siamo coscienti che l’interazione tra musei e giornalismo sia vitale per la nostra attività, tanto più che l’anno prossimo ricorreranno i 100 anni della scoperta della celebre “Tomba di Tutankhamon” da parte di Howard Carter che fu rimbalzata e promossa in tutti i maggiori quotidiani dell’epoca. E’ quella molla che è alla base della fortuna dell’archeologia ed è ancora presente e si avvale non solo della carta stampata, ma della radio e della tv e delle relazioni con gli altri media. Noi ci auguriamo che il rapporto con l’ordine dei giornalisti sia non solo importante come adesso ma possa ancora di più crescere perché solo attraverso una solida alleanza la cultura continuerà a parlare a tutti e potrà dare la forma democratica della vostra comunicazione».

La giornalista Serena De Simone, coautrice con Ottavio Lucarelli, Presidente Odg Campania, del volume “Giornalismo è cultura” distribuito a tutti i partecipanti alla giornata formativa, ha ricordato come «la pandemia con niente mostre ed occasioni per raccontare la cultura ci ha dato il senso di quanto si stava perdendo mentre ora ritorniamo a raccontarla».

Il Presidente del Museo Archeologico di Ercolano, Luigi Vicinanza, ha ricordato l’avvenuta doppia anteprima, di presentazione alla stampa, al MAV di Ercolano lo scorso 9 settembre, delle opere del regista Giovanni Pelliccia: il cortometraggio “L’Eterno” con Gianluca Terranova. Il film, prodotto dalla fondazione C.I.V.E.S. con il sostegno della Regione Campania, in collaborazione con la Scabec e la film commission regionale; il docufilm “Caruso la mia Napoli” di cui è stato proiettato un trailer, dove Luigi Vicinanza condivide uno street talk con il tenore Gianluca Terranova tra le vie e i luoghi più importanti della vita giovanile del grande Enrico Caruso a Napoli che è «teatro a cielo aperto, è una città duale il sublime si unisce all’infimo. Ma non si tratta di doppiezza, ambiguità, -ha precisato Luigi Vicinanza- e per un giornalista questa città è una sfida enorme raccontarla”».

Il Presidente dell’Odg, Ottavio Lucarelli, ha affermato: «Ripartiamo oggi con i corsi in presenza ed è molto emozionante farlo, avendo scelto la cultura che è tema di grande dibattito in Italia per la ripartenza. Noi siamo stati in tanti luoghi con le attività formative e riconosciamo la spinta che ha dato Paolo Giulierini al Mann come Luigi Vicinanza ad Ercolano e noi siamo un pezzo importante di questo settore dove i giornalisti sono stati i più penalizzati dalla Pandemia per l’assenza di tante iniziative».

L’aggiornamento, in riferimento al codice e alle carte deontologiche, ha riguardato “la comunicazione dei Beni Culturali che negli ultimi anni ha assunto metodi fortemente innovativi sia sul terreno dei social sia sulle sinergie con altre realtà” e dopo l’incontro in auditorium ai giornalisti presenti, suddivisi in gruppi, a completamento della giornata formativa, è stata offerta la scelta fra due visite guidate. Quella su “Mebius-Alla ricerca del tempo”, la più grande mostra realizzata in tutta Italia dell’autore francese, (Jean Henri Gaston Giraud, 1938-2012), di Blueberry, Arzach, Il Garage Ermetico e L’Incal. E quella dedicata ai Gladiatori curata da Valeria Sampaolo e Laura Forte e promossa con il sostegno della Regione Campania e resterà aperta fino al 6 gennaio 2022.

Il gruppo comprendente fra gli altri Antonio Castaldo e Valeria Garbin, che ha scelto di seguire la mostra sui leggendari uomini dell’arte della “Gladiatura”, ha avuto come guida l’archeologa Caterina Serena Martucci dell’Ufficio Comunicazione del Mann, iniziando dalla sezione tecnologica di carattere divulgativo “Gladiatorimania”. Un momento della visita ripreso da Antonio Castaldo per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali

È stato postato con l’assistenza tecnica di Giuseppe Pio Di Falco, all’indirizzo web https://www.youtube.com/watch?v=GfbdU_YEozI La mostra “I Gladiatori” è a cura di Valeria Sampaolo; l’esposizione, il cui coordinamento è di Laura Forte, e realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo, raccoglie circa centosessanta opere nel Salone della Meridiana, su progetto espositivo di Andrea Mandara. Lungo il percorso di vita e morte, di sangue e arena, di trionfi e cadute dei gladiatori troviamo il cibo dei cosiddetti “mangiatori d’orzo”, per la dieta ricca di cereali e legumi e poca carne; l’assistenza medica e chirurgica dell’epoca; le armi da combattimento e la cura del corpo; la resa alla morte e la memoria funeraria. Fra i reperti vi sono alcuni molto importanti avuti in prestito da Paestum, Ravenna, Capua e dall’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo anfiteatro più grande al mondo dopo il Colosseo, quello che ha allevato il ribelle Spartaco. Notevole anche per le sue dimensioni, proveniente dall’Antikenmuseum di Basilea, per la prima volta in Italia, è il mosaico pavimentale, riproducente fedelmente alcune scene di duello tra gladiatori, del sito archeologico di Augusta Raurica, la colonia fondata da Giulio Cesare in quella che oggi è la Svizzera. Infine le testimonianze pittoriche delle tempere di Francesco Morelli del ciclo pittorico, andato distrutto nel 1816, dell’Anfiteatro di Pompei.

Il tutto riporta all’umanità di giovani figli di popoli vinti fatti prigionieri dagli antichi Romani e che dovevano passare per un bagno di sangue nella speranza di riemergere vivi e liberi. Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo ha confidato di aver prodotto rivivendola «una duplice impronta ludica, come permesso dai promotori, lungo il percorso. La prima con un graffito riproducente una guglia, il Giglio e la dicitura Gladiatori, omaggio alla storia della Festa dei Gigli di Brusciano. La seconda uscendo dal Mann salutando una coppia di giovani turisti reciprocamente intercettandosi nel collegamento video dal Museo di Napoli al Colosseo di Roma, rammemorando l’orgoglioso primato di Napoli e Campania nel gradimento dei flussi turistici ed enogastronomici rilevati in Italia. Davvero una gran bella giornata, grazie al Mann e all’OdG Campania».



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