Più spazio alle donne nelle materie scientifiche: è questo l’obiettivo, ampiamente raggiunto, della sfida educativa promossa dall’associazione Maestri di Strada, che rende protagoniste le giovanissime dei quartieri Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli, attraverso i laboratori S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione).
Il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, registra un dato significativo: oltre il 70% delle partecipanti sono ragazze, un risultato in netta controtendenza rispetto alla media nazionale della presenza femminile nelle discipline scientifiche, come ricordato ogni anno dalla Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, celebrata l’11 febbraio.
Attiva da diversi mesi, l’iniziativa di Maestri di Strada si sviluppa in collaborazione con il consorzio STRESS, la cooperativa NuReCo e l’Associazione Trerrote, coinvolgendo studentesse e studenti degli istituti comprensivi Aldo Moro, Barbato–Marino–Santa Rosa, Toti–Borsi–Giurleo, Porchiano Bordiga e Moricino–Borsellino. Le attività si svolgono anche presso il Centro Polifunzionale Ciro Colonna di Ponticelli, sede di Maestri di Strada e punto di riferimento per numerose realtà educative e sociali del territorio.
Attraverso laboratori di stampa 3D, informatica, ingegneria civile per la sostenibilità ambientale, chimica e fisica, il progetto mira a contrastare gli stereotipi di genere che ancora oggi associano le discipline STEM a un ambito prevalentemente maschile, limitando l’accesso delle ragazze a percorsi di studio e professioni tecnico-scientifiche.
«Le professioniste nel mondo scientifico e tecnologico sono ancora poche, soprattutto nei ruoli più tecnici e decisionali – spiega Giulia Corniola, esperta del laboratorio di fisica e chimica del partner STRESS –. Questa assenza non è naturale né casuale, ma il risultato di ostacoli storici che continuano a pesare. Progetti come questi sono fondamentali non per convincere le ragazze che possono farcela, ma per ricordare loro che hanno sempre potuto».
Sull’importanza dell’approccio educativo insiste anche Emanuela Auricchio, educatrice di Maestri di Strada e co-responsabile del laboratorio di empowerment femminile: «L’obiettivo è ampliare gli orizzonti possibili e costruire nuovi immaginari di sé, anche professionali. I percorsi STEAM offrono modelli e opportunità spesso negate alle ragazze. Il laboratorio è pensato come uno spazio sicuro e accogliente, dove potersi raccontare, riconoscere e immaginare, affrontando in modo critico gli stereotipi interiorizzati».
Il progetto S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione) proseguirà per tutto l’anno scolastico, con l’intento di creare sempre nuove opportunità formative e professionali, partendo dalle giovanissime, che ancora oggi incontrano ostacoli e tabù nei percorsi di studio e nelle carriere scientifiche. Una sfida ambiziosa che nasce nei quartieri popolari di Napoli Est, dove ogni giorno emergono talenti e potenzialità grazie al lavoro sinergico delle realtà educative sostenute dal Fondo per la Repubblica Digitale.
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale, promossa da Governo e ACRI, nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC. Il Fondo sostiene progetti di formazione e inclusione digitale rivolti a studenti, donne, NEET, disoccupati e lavoratori a rischio, con l’obiettivo di valutare l’impatto delle iniziative e favorire la diffusione delle migliori pratiche a livello nazionale.


