Una chiusura speciale e fortemente simbolica per le celebrazioni di Napoli 2500, il ricco programma di iniziative culturali promosso dal Comune di Napoli per raccontare e interrogare l’identità profonda della città. L’ultimo appuntamento dell’anno è in programma lunedì 30 dicembre alle ore 18:00, quando il Teatro Ridotto del Mercadante ospiterà “Alice o il mondo alla rovescia – Studio n°1”, nuova creazione della Compagnia Scuola Elementare del Teatro, ideata e diretta da Davide Iodice.
Liberamente ispirato all’universo di Lewis Carroll, lo spettacolo si inserisce in un percorso di ricerca teatrale e civile già avviato da Iodice con Pinocchio, che cos’è una Persona?, continuando a esplorare i territori fragili e necessari dell’identità, dello sguardo e dell’alterità. Non una semplice rilettura di un classico, ma un dispositivo scenico che interroga il presente e invita il pubblico a ribaltare punti di vista, certezze e narrazioni consolidate.
In scena, un numeroso gruppo di interpreti, provenienti da percorsi artistici e umani differenti, che abitano il palcoscenico come uno spazio di attraversamento e possibilità. Il teatro diventa così luogo di incontro e trasformazione, dove la differenza non è ostacolo ma risorsa. In questo mondo alla rovescia, Alice non è soltanto una protagonista, ma una figura di passaggio, una soglia aperta verso un altrove che può esistere solo se si ha il coraggio di vederlo e riconoscerlo.
Lo spettacolo rientra a pieno titolo nel senso profondo delle Celebrazioni Napoli 2500, fortemente volute dal sindaco Gaetano Manfredi e dirette da Laura Valente, che in questo caso si realizzano in collaborazione con il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e la Scuola Elementare del Teatro. Un progetto che non si limita alla commemorazione storica, ma si configura come un atto condiviso di immaginazione civile e artistica, capace di mettere in dialogo comunità, istituzioni e linguaggi contemporanei.
“Alice o il mondo alla rovescia – Studio n°1” si presenta dunque come un gesto teatrale necessario, che chiude l’anno celebrativo ponendo domande più che offrendo risposte, invitando la città a guardarsi allo specchio attraverso l’arte.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su Eventbrite.



