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21 Maggio, 2026

Palma Campania, Mimmo La Marca, il capitano eterno: si chiude una carriera che sa di appartenenza

Ci sono storie che non finiscono davvero. E poi ci sono storie come quella di Domenico “Mimmo” La Marca, che continuano a vivere nei ricordi, nei campi e nelle persone. Domenica, a 40 anni, Mimmo ha detto addio al calcio giocato con la maglia del Vico Calcio, chiudendo un percorso costruito con una parola rara: fedeltà.

La Palmese: identità, casa, storia

Il nome di La Marca è inciso nella storia della Palmese, dove detiene il record di presenze. Nel 2004, da capitano, sfiorò il titolo nazionale Primavera: un’impresa rimasta nella memoria del club e dei tifosi. Da allora, la fascia è stata quasi sempre sua. Leader silenzioso, esempio costante.

Una carriera lunga, coerente, autentica

Dalle giovanili fino al 2004, Mimmo ha indossato molte maglie, lasciando ovunque lo stesso segno umano e sportivo:

Palmese, Gladiator, Mariglianese, Marzano, Poggiomarino, Ottaviano 2001, Virtus San Gennarello, Vico Calcio.

E fuori regione con:

Varese, Carpi, Latina, Venezia.

Un viaggio lungo, mai banale, sempre coerente con il suo modo di intendere il calcio.

L’ultimo atto: ancora protagonista

La chiusura con il Vico Calcio non è stata simbolica. Mimmo ha giocato fino all’ultimo, competitivo, presente, rispettato. A 40 anni, ancora protagonista. Non per nostalgia, ma per merito.

Il tributo di un mondo intero

Dopo l’ultima partita, tutte le sue ex squadre gli hanno dedicato un pensiero. Particolarmente toccante il messaggio della Virtus San Gennarello:

“Il Capitano posa la fascia, chiude a chiave lo spogliatoio e spegne le luci del campo. Ma quello che non si spegnerà mai è l’eco del suo nome gridato dagli spalti.”

Le parole del Vico Calcio

Anche la sua ultima squadra ha voluto salutarlo così:

“Ci sono giocatori che passano, e poi ci sono uomini che restano. Mimmo La Marca è uno di quelli.”

Un messaggio che racconta l’uomo prima ancora del calciatore.

Una lezione che resta

“Mimmo non ha indossato una maglia: l’ha onorata.” In un calcio che cambia velocemente, La Marca ha rappresentato qualcosa di raro: continuità, rispetto, identità. Primo nelle difficoltà, ultimo nei festeggiamenti. Sempre presente.

Oltre il campo

Il calcio perde un capitano. Le sue squadre guadagnano una leggenda. E chiunque abbia condiviso con lui uno spogliatoio, una partita o una domenica sugli spalti sa che storie così non finiscono con un fischio finale. Restano. Sempre.

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