04112021In evidenza:

M24A-ET: “Carfagna non perda tempo per il Ponte sullo Stretto e ricordi che al Sud spetta il 70% del PNRR”

Il Ponte sullo Stretto di Messina può essere considerato la metafora delle politiche economiche nazionali nei confronti del Sud: numerosissime promesse di ingenti investimenti pubblici puntualmente disattese quando si tratta di passare dalle parole ai fatti.

Sul tema è intervenuto anche il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale (M24A-ET), che, in un suo recente comunicato stampa, ha fermamente invitato la Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna  ad “assumere un’iniziativa istituzionale con l’UE finalizzata a far sì che venga consentito, in deroga ai principi del Next Generation EU, la realizzazione del Ponte. Ciò è possibile attraverso una traslazione temporale (dal 2026 al 2030) per realizzare una sola opera strategica per Paese membro ma utile all’intera l’Unione Europea (come in questo caso per la realizzazione e completamento del Corridoio scandinavo- mediterraneo)”.

Pertanto – prosegue il comunicato – chiediamo che tale azione istituzionale vada immediatamente intrapresa affinché lo stesso Ministro dia un segnale forte, da parte del Dicastero che guida, al Mezzogiorno che, insieme, per la prima volta (Presidenti di Regione e Sindaci) hanno messo ‘il collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia’ come prioritario nelle opere da realizzare con la dotazione finanziaria per le infrastrutture del Next Generation EU. Opera fondamentale per colmare il gap infrastrutturale tra il mezzogiorno ed il resto del Paese, obiettivo in linea con i principi ispiratori dello stesso Piano Europeo”.

Aggiungiamo – si precisa nel comunicato – che non è rassicurante che la ministra parli di 50 per cento, oltretutto contando anche fondi non RF e che in due giorni di Stati Generali non sia stata detta una parola sul fatto che la gran parte delle risorse dovranno essere gestite dai Comuni. Ricordiamo che i criteri applicati dall’Unione europea – 1. direttamente proporzionale alla popolazione; 2. inversamente proporzionale al livello del reddito pro-capite; 3. direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni – nella ripartizione degli oltre 700 miliardi di Euro da distribuire ai Paesi dell’UE, dei quali più di 200 destinati all’Italia, rappresentano la volontà e l’interesse dell’Europa a risollevare le sorti dei territori europei più poveri, e il Mezzogiorno d’Italia ha il triste record di essere il più povero nell’area Euro. Una disoccupazione tripla e un Pil pro-capite pari alla metà di quello del Nord, sono i parametri che hanno indotto l’Unione Europea ad assegnare i 209 miliardi all’Italia, concessi per ridurre il divario territoriale, nel rispetto delle indicazioni di transizione ecologica e digitale”.

Quanto al Ponte, a questo punto, – conclude il M24-ET – non interessa tanto se con fondi RF (e, volendo si può) ma che vada fatto, anche con risorse nazionali e subito, senza tergiversare con altre inutili commissioni perditempo”.

29/03/2021 – Salvatore Lucchese

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