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16 Maggio, 2026

L’inclusione è adesso! Inaugurazione speciale: Baraonda bar sociale dove lavorano ragazzi con neurodivergenze.

Spesso viene utilizzata la parola inclusione, ma è difficile poi concretizzare queste parole e dare una possibilità concreta a ragazzi e ragazze con neurodivergenze, come l’autismo. Molto spesso è difficile entrare nel loro mondo, capire le loro esigenze e trovare delle soluzioni idonee, per questo la cooperativa TAM ha messo in piedi un progetto che possa dare una possibilità di formazione e lavorativa a queste ragazze e questi ragazzi.

Il progetto Baraonda è un bar sociale, un progetto di inserimento lavorativo, finanziato con i fondi della regione Campania del progetto autismo” ci spiega Fabio Matascioli, cooperativa sociale TAM –“È un progetto nato tre anni fa, dove partendo dalle competenze ed abilità dei ragazzi che seguivamo in ambito riabilitativo, abbiamo deciso di ideare una caffetteria sociale aperta a tutti e coogestita da ragazzi con spettro autistico, dove il focus è proprio la coogestione: tutto ciò che è stato creato nel bar è frutto di un lavoro dove hanno collaborato tutti i ragazzi insieme agli operatori partendo dal logo, dalla palette colori fino ad arrivare al caffè ed all’allestimento del banco e dell’intero bar”. Quali sono gli orari ed i giorni di apertura? “Lunedì chiusi, martedì e domenica aperti di mattina, dal mercoledì al sabato aperti dalle 8 alle 20. Gli orari ed i giorni di apertura sono legati alle esigenze dei ragazzi per non sovraccaricarli e dargli la possibilità di abituarsi pian piano”. Quanti ragazzi partecipano? –“Partecipano 2 ragazze e 2 ragazzi e poi c’è il ragazzo che si è occupato della grafica e del logo e della comunicazione. Sono tutti inquadrati con contratti di stage o a tempo determinato o con formazione con rimborso spese”. Qual è il messaggio che volete dare? –“Qui al Baraonda si fa cultura, è un’esperienza di una società possibile dove l’integrazione sociale è possibile attraverso caffè, pizzette e sorrisi”.

Il messaggio che abbiamo voluto dare è che nessuno è diverso, il concept di questo bar è che anche alle persone con neurodivergenze non spaventa affrontare grossi ostacoli, e sono capaci di fare le cose come la gente normodotata” ci racconta Stefano uno dei ragazzi del progetto che si occupa della comunicazione. Avete incontrato delle difficoltà durante questo percorso? –“Inizialmente si, abbiamo incontrato delle difficoltà poi pian piano abbiamo cercato di realizzare tutti insieme le idee che avevamo. Per creare il logo ci ho messo del mio ma le idee sono state condivise con tutto il gruppo”.

Martina Scognamiglio, responsabile comunicazione per TAM –“Questo progetto parte da lontano, prima di trovare concretezza in questo, grazie al bando regionale ‘Si può fare’, sono stati fatti dei progetti piloti. Il messaggio è che noi abbiamo aperto un bar per loro, ma loro adesso devono dimostrare che possono lavorare nei posti di lavoro dove possono lavorare tutti quanti. I cittadini devono venirli a trovare e trattarli come persone normali quali sono: venire, interagire con loro, parlarne con gli altri e capire che la neurodiversità è un modo di essere e tutti quanti abbiamo le nostre particolarità e le nostre diversità solo che qualcuno ha bisogno di un supporto in più ed altri se la devono cavare da soli”.

Sindaco, stasera si è aperta un’attività volta al futuro e all’integrazione –“Siamo felicissimi che la cooperativa TAM abbia scelto questo territorio per il loro esperimento sociale. È bello vedere ragazzi che si sentono valorizzati in base al loro lavoro. L’amministrazione comunale farà di tutto per sostenerli in base alle loro necessità. È chiaro che oggi si apre un nuovo capitolo, sia apre un dialogo con una cooperativa che ha deciso di avere un’attività sul nostro territorio e per questo saremo al loro fianco”.

È un’iniziativa più unica che rara e merita la massima attenzione da parte dell’amministrazione. Il messaggio che vogliamo dare, come già detto dall’’assessore regionale Fortini, che questo è il vero modello di welfare: cioè l’integrazione a tutti i livelli di persone che hanno capacità diverse dalle nostre. Noi siamo orgogliosi che questa attività abbia deciso di investire su Cercola”, ci dice l’assessore Belprato.

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