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28 Settembre, 2021

Liberali contro la tassa di successione: perché è incoerenza




La “dote 18” proposta dal segretario del Partito Democratico Enrico Letta si può ritenere una proposta di sinistra per la natura redistributiva del provvedimento, che mira infatti a dare a ogni diciottenne dei ceti medi e bassi diecimila euro per studio, lavoro, casa.

Ma il finanziamento della misura, ovvero l’aumento della tassa di successione per eredità superiori al milione di euro con aliquota massima a cinque milioni di euro (rispettando dunque il principio costituzionale di progressività fiscale****) non è un qualcosa di sinistra in senso circoscritto, tanto più che sia il fu Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, di scuola liberale e membro del PLI, sia Friedrich August von Hayek, tra i massimi teorici del liberismo e ispiratore di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan, si esprimevano a tal proposito in senso favorevole, considerando l’imposta come un mezzo per ottenere l’uguaglianza dei punti di partenza.

Luigi Einaudi: “L’imposta di successione può giovare potentemente all’abbassamento degli alti papaveri e all’ingrossamento del patrimonio pubblico.”*

Hayek: “Le tasse di successione potrebbero essere uno strumento per una maggiore mobilità sociale e una maggiore dispersione della proprietà e, di conseguenza, potrebbero essere considerate come strumenti importanti di una politica veramente liberale.”**

Risulta, a tal proposito, davvero risibile che sui social la Lega-Salvini Premier abbia cercato di tacciare il Partito Democratico di socialismo, a proposito della proposta in questione, utilizzando una citazione di Hayek che però era favorevole!

Come si può essere liberale e difendere il guadagno con “la botta di culo” piuttosto che “facendosi il culo”? Che ideologia è quella che punta a difendere i privilegi? Di certo non ha nulla del pensiero illuminista che ispirò la rivoluzione francese, che chiedeva la fine degli ingiusti vantaggi di cui godevano nobiltà e clero. Sembra più che altro un conservatorismo cieco, guidato dal principio dell’utile piuttosto che da altro.

Ereditare milioni di euro non vuol dire esserseli meritati, vuol dire avere avuto fortuna, e cedere una piccolissima parte di questi soldi, non cambiando la nuova condizione sociale ottenuta, per permettere a migliaia di persone di avere un futuro non dovrebbe sembrare un qualcosa di estremamente malvagio.

Un falso argomento portato a favore della tesi che sostiene che imporre una tassa di successione per ricchezze enormi sia sbagliato è il famosissimo “ma così i ricchi fuggono via!”. Nulla di più sbagliato: in base alle aliquote attuali l’Italia risulta essere uno dei Paesi con la tassazione più bassa sulle eredità, il che conferma il fatto che siamo un Paese fondato più sulla fortuna e sull’ingiustizia che sull’impegno individuale.

Andando nello specifico, in base ai dati OCSE 2018 per eredità o donazioni superiori ai 5 milioni di euro la tassazione è:
-al 45% in Francia
-al 40% nel Regno Unito
-al 34% in Spagna
-al 30% in Germania
-al 4% in Italia

La misura rispetterebbe anche il principio costituzionale di uguaglianza sostanziale di cui all’articolo 3 comma 2 della legge fondamentale dello stato: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Detto in parole povere: è più che giusto che un “pezzente” abbia le stesse possibilità di un milionario. È più che giusto che lo stato si adoperi in tal senso. È più che ingiusto che il nostro Presidente del Consiglio preferisca invece continuare a dare soltanto ai ricchi (molti dei quali tali per la fortuna della loro condizione sociale di nascita) ovviamente facendo debito, quello stesso debito che ripagheranno i giovani di oggi.

Qualcuno dice anche che ciò andrebbe inserito in una più vasta riforma del sistema fiscale. Bene, non risulta che il segretario dem si sia opposto a questa possibilità, ma che anzi, intervistato da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa su rai3 abbia fatto presente tale necessità, aggiungendo l’impegno per una seria lotta all’evasione fiscale, che, il conduttore sottolineava, sottrae al bilancio dello stato circa 110 miliardi di euro l’anno.***

C’è anche da interrogarsi sulla disinformazione portata avanti da alcuni giornali italiani che hanno quasi fatto passare l’idea che Enrico Letta avesse proposto una tassazione indiscriminata su tutti i cittadini italiani e fosse stato prontamente bloccato dal caritatevole salvatore della patria Draghi! Una narrazione distorta che resta però impressa nelle menti di quanti non si informano a fondo, si fermano al titolo degli articoli oppure si fanno un’idea sulla base del sentito dire.

Da qui infatti l’assurdità di operai con figli adolescenti che si oppongono a un provvedimento che permetterebbe loro di innalzare il loro benessere economico. Viviamo in un’epoca strana in cui la disinformazione porta alcuni poveri a non voler diventare più ricchi sulla base di propaganda parziale e distorta, mentre numerosi benestanti chiedono di pagare di più.

Oppure gli italiani, dall’oggi al domani, si sono scoperti tutti milionari.

*Fonte: L. Einaudi, L’imposta patrimoniale, Roma, Edizioni de “La città libera”, 1946.
**Fonte: Goldschmidt Niels, Zur Theorie der Sozialpolitik. Implikationen aus ordnungsökonomischer Perspektive, in: Goldschmidt Niels/Wohlgemuth Michael (a cura di), Die Zukunft der Sozialen Marktwirtschaft, Mohr Siebeck, Tubinga 2004, pagina 79
***Fonte: https://www.finanze.gov.it/export/sites/finanze/.galleries/Documenti/Varie/Relazione_evasione_fiscale_e_contributiva_-Allegato-_NADEF_2020.pdf
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/evasione-fiscale-italia-110-miliardi-tasse-non-pagate-cose-fare-subito-cashback-scontrino-elettronico/05f7119c-3984-11eb-97f0-6f118c19c928-va.shtml
****Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 53:
“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”



Luigi Punzohttps://www.vesuvianonews.it/
Nato nel 2003, Luigi Punzo studia al liceo scientifico statale Salvatore Di Giacomo di San Sebastiano al Vesuvio (NA) dove risiede. è vicesegretario del circolo dei Giovani Democratici di Massa di Somma (NA) e prende parte alla direzione metropolitana dei GD Napoli.

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