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Napoli
28 Giugno, 2022

Le denuncie del “Mattino”: “Sud, limitati i diritti alla salute e all’istruzione. Pnrr anti-costituzionale”. Draghi prenda appunti!




Mentre la pandemia da Covid-19 ha acuito il gap Nord-Sud per aspettativa di vita, il metodo della competizione tra territori utilizzato da Governo dei “migliori” per l’allocazione dei 191,5 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ne amplia ancora di più i divari di cittadinanza per quanto concerne l’accesso a diritti fondamentali, quali quelli, ad esempio, alla salute ed all’istruzione.

In estrema sintesi, questo è quanto emerge dagli articoli di denuncia pubblicati sul “Mattino” di Napoli il 22 e il 23 aprile scorsi, a firma di Marco Esposito.

Infatti, nel primo articolo, dati Istat alla mano, Esposito ha evidenziato che non solo “al Sud si vive sempre di meno” rispetto al Nord, ma anche che i “giovani” sono “più insicuri” e le “donne ancora più penalizzate”. Nel secondo articolo, il Presidente della Svimez, Adriano Giannola, intervistato dall’autore di Fake Sud, ha denunciato senza mezzi termini: “I bandi Pnrr sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare:  “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.

Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del paese per realizzare i servizi dove necessario”. 



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