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4 Luglio, 2022

L’accademico Giuliano Laccetti denuncia: “Falchi e prede, pericolo di un’Italia a due velocità in un’Europa a due velocità”




Da anni impegnato a livello politico-civile nel campo progressista a favore della soluzione della “nuova questione meridionale”, la cui caratteristica precipua consta nell’ampliamento dei “divari di cittadinanza” che si vorrebbero statuire tramite l’attuazione dell’autonomia differenziata, dalla sua pagina facebook personale, l’accademico federiciano Giuliano Laccetti denuncia le scelte politiche che mirano alla costruzione di un’“Italia a due velocità” in un’“Europa a due velocità”, invece di puntare sulla coesione e sul superamento delle diseguaglianze sia a livello nazionale che europeo. 

Il sindaco di Benevento – scrive Laccetti – rivela come progetti di miglioramento e potenziamento di nuovi impianti, già debitamente finanziati dallo Stato, vengano ora finanziati con risorse europee nel Pnrr”.

Si tratta – prosegue l’accademico – del cosiddetto reimpacchettamento – cambiare solo ‘la carta’ esterna che avvolge l’opera –, per cui non ci sarà mai la chiusura del gap Sud/Nord! E si opera una vera e propria “truffa” nei confronti dei territori e delle Regioni meno sviluppate!”.

L’Eurogruppo composto dai Ministri di Economia e Finanze della UE – aggiunge Laccetti – sembra che abbia stabilito che alcuni Paesi, i più ricchi, con debito minore, possano andare avanti con politiche espansive, a suon di deficit, ed i più poveri, con alto debito, devono ridurre le spese”.

Nel mentre – rimarca Laccetti – gli Stati Uniti viaggiano con deficit annuo tra l’11% e il 15%, l’Italia, in periodo di doppia drammatica crisi, pandemia e guerra, sarebbe costretta ad un deficit inferiore al 7%, anzi, ancora meno, a tutto vantaggio di altri paesi europei che potranno permettersi espansive politiche keynesiane che aumentano la crescita!”.

L’Ufficio Studi della Camera – conclude Laccetti – ha stimato che con un extra deficit cumulato di solo lo 0,5% all’anno, fino al 2030, in Italia ci sarebbe quasi un +5% di PIL. Già, ma noi siamo preda di falchi rigoristi olandesi, finlandesi e baltici”.



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