Partendo dal prodotto simbolo di San Sebastiano al Vesuvio, il Polo della Sostenibilità Ambientale ha promosso il primo laboratorio di cucina sostenibile dedicato ai bambini, un’iniziativa che coniuga educazione ambientale, tradizione e identità territoriale.
L’appuntamento, guidato dall’esperto Ciro Pirone, ha visto i piccoli partecipanti trasformarsi in apprendisti panettieri, impegnati in una lezione pratica di arte bianca, pilastro dell’economia locale e simbolo della memoria collettiva del territorio.
Tra pasta madre, farina integrale autoprodotta — ottenuta da un mix in campo di grano tenero gentil rosso, romanella e solina coltivati a Casalbore — e sale marino grosso, i bambini hanno formato i panetti impastando come i mastri fornai che, da generazioni, custodiscono i segreti del rinomato pane di San Sebastiano. Un gesto antico, ripetuto con curiosità e attenzione, che ha reso l’esperienza un vero viaggio nel tempo, tra saperi tramandati e manualità consapevole.
Al Polo della Sostenibilità il pane è diventato così strumento di una lezione concreta di cucina a zero impatto ambientale: i concetti di filiera corta e chilometro zero hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle origini dei sapori più autentici, come quello del pane fatto in casa.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 6 marzo: il laboratorio sarà dedicato agli impasti colorati e alla produzione di cavatelli, gnocchi e tagliatelle. Le iscrizioni sono aperte tramite le pagine social del Polo.
«Il senso pratico dei movimenti dell’impasto, unito alle nozioni di base sui prodotti a zero impatto ambientale, ha dato vita a un momento di grande coinvolgimento per i ragazzi», ha dichiarato Vincenzo Capasso, project manager del Polo. «Trasmettere i valori dell’educazione ambientale alle nuove generazioni è una priorità: stiamo seminando oggi le basi di un futuro in cui l’ambiente torni a essere centrale».
Sulla stessa linea il sindaco Giuseppe Panico, che ha sottolineato come «il Polo della Sostenibilità Ambientale si confermi presidio territoriale delle buone pratiche ecosostenibili e della valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali, nel segno della conservazione della radice storica da tramandare ai giovani, come la tradizione del pane di San Sebastiano al Vesuvio».


