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La storia della mozzarella in carrozza napoletana

Una storia ultracentenaria. La mozzarella in carrozza, oggi specialità culinaria famosa in tutta Italia, è una ricetta semplice, “povera” e sempre attuale. La storia più accreditata fa risalire le sue origini al Medioevo, nelle zone interne della Campania

Il nome deriva dalla sua forma. La mozzarella in carrozza, prima dell’avvento del pane in cassetta (o pancarré) da supermercato, era avvolta da due fette di pane da forno rotondo e raffermo, ricordando così proprio la ruota di una carrozza. La ricetta prevede che venga passata nell’uovo, poi impanata e fritta. Una volta pronta si presenta con un involucro croccante e con un ripieno morbido e filante.

L’idea di dare vita a questa ricetta, secondo la tradizione, nacque dalla volontà di nobilitare un ingrediente eccellente come la mozzarella che, ai tempi, era esclusivamente di bufala. Pare che proprio nel Medioevo, per la lentezza dei trasporti, la mozzarella di bufala arrivasse ai caseifici leggermente inacidita ma comunque consumabile. La sua consistenza, però, sembrava essere perfetta per una cottura da ripieno.

Inoltre il popolo la preparava riciclando avanzi di pane e di mozzarella del giorno prima non più consumabile cruda.

Come già anticipato, la ricetta originale prevede la mozzarella di bufala che però, essendo molto acquosa, ha bisogno di essere lasciata a riposo prima del suo utilizzo per questa ricetta, motivo per cui si consiglia di usarla 24 ore dopo il suo acquisto. In alternativa, oggi, si può usare il fiordilatte, meno acquoso.

Ma in qualsiasi maniera si decida di prepararla, resta un must della cucina italiana e oggi anche dello street food. In alcuni vicoli delle campane, si possono trovare facilmente banchetti improvvisati di gente che cucina la mozzarella in carrozza secondo tradizione.

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