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2 Luglio, 2022

La storia del Corno Napoletano




L’amuleto per eccellenza contro la sfortuna, la sfiga, la jella è Il corno rosso, il cosiddetto “curniciello” in dialetto napoletano, poiché è Napoli la città nella quale la scaramanzia ha da sempre avuto un suo primo seguito di appassionati.

Per capire veramente perché il corno napoletano porta fortuna, bisogna risalire alla preistoria.

Quello che a Napoli è un vero e proprio culto radicato nell’anima profonda, è legato agli uomini delle caverne del 3500 a. C. A quel tempo, infatti, era consuetudine appendere le corna degli animali uccisi all’ingresso della grotta, come simbolo di potere e protezione. Un modo per mostrare forza e pretendere rispetto per le proprie azioni. Una tradizione che ha continuato a esistere negli anni.

Pensate ad esempio agli elmi dei guerrieri vichinghi, non avevano anche delle grandi corna che sfoggiavano con orgoglio? Così il popolo, ispirato dalle grandi gesta dei condottieri, iniziò a costruire i primi corni portafortuna utilizzando materiali poveri come la terracotta o il legno.

I corni compaiono anche nella mitologia greca: secondo la leggenda infatti Giove donò proprio un corno, dotato di vari poteri magici, alla sua nutrice in segno di gratitudine.

Un oggetto scaramantico mondiale, infatti, ne possiamo trovare traccia nella cultura sumera, cinese e addirittura in quella sciamanica siberiana.

Più tardi, in epoca medioevale, un corno donato era simbolo di fortuna se rosso e realizzato a mano.

Quindi il “curniciello” per esercitare i suoi poteri deve essere realizzato rigorosamente a mano, deve essere di colore rosso, poiché il rosso è colore di potenza.

Il corno dev’essere fatto a mano perché l’artigiano rilascia le sue influenze positive sul simbolo che va a creare. Inoltre, è bene che questo amuleto venga regalato. Si pensa infine, che per adempiere alla sua funzione scaramantica, il corno debba avere una serie di specifiche caratteristiche: dev’essere rigido, storto e con la punta.

Inoltre va “attivato”: Uno volta ricevuto in dono il giusto curniciello bisogna farsi pungere con la punta del corno il palmo aperto della mano sinistra da chi ce lo sta donando. Se invece ne ricevi uno in regalo, accertati che sia fatto lo stesso a te.

L’usanza popolare vuole infatti, che il corno debba rompersi sulla punta per portare fortuna, e così quando il corno si rompe manda via la sfortuna dalla persona e dalla casa.



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