28.4 C
Napoli
28 Giugno, 2022

La proposta classista ed antimeridionale di La Russa (FdI): “Usiamo il reddito di cittadinanza per le spese militari”




Alla stregua di un reagente chimico, il reddito e la pensione di cittadinanza hanno contribuito ad evidenziare ulteriormente la storica spaccatura tra “le due Italie”: quella relativamente ricca e sviluppata del Nord e quella relativamente povera ed arretrata del Sud.

Infatti, come ha evidenziato l’Osservatorio INPS su reddito e pensione di cittadinanza, il 60,7% dei loro percettori risiede nel Mezzogiorno, il 15,9% nell’Italia centrale ed il rimanente 23,4% in quella settentrionale.

D’altronde, cosa c’era da aspettarsi dopo almeno un ventennio di attuazione di politiche di spoliazione che, come ha denunciato l’Eurispes nel suo Rapporto Italia 2020, dal 2000 al 2017 hanno sottratto al Sud, tra “scippi” in diretta e “scippi” in differita, la “modica” cifra di 840miliardi di euro di spesa pubblica complessiva pro-capite?

Dunque, più poveri al Sud e meno al Nord. Allora, date le due Italie, la proposta di recente avanzata dal Senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa di sostenere l’aumento del 2% del Pil per la spesa militare “usando una quota del reddito di cittadinanza”, colpirebbe in modo maggiore il Sud rispetto al Nord.

Nella sostanza, la proposta di La Russa, non solo è classista, il riarmo lo devono pagare i poveri mentre i profitti vanno riservati ai capitalisti, ma è anche antimeridionale, in quanto la percentuale maggiore di coloro che fruiscono del reddito di cittadinanza risiede al Sud. Per le classi popolari, i poveri ed i meridionali: Mala tempora currunt et peiora premunt.        



Potrebbe interessarti anche

Ultimi Articoli