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24 Settembre, 2021

La grande balla: “Il meridionalismo accademico ha fatto male al Sud più di ogni altra cosa”




Nel corso degli ultimi tre anni circa è grazie soprattutto ai contributi offerti al dibattito pubblico da accademici del calibro di Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata presso l’Università di Bari, di Massimo Villone, costituzionalista emerito presso la “Federico II” di Napoli, di Adriano Giannola, professore ordinario di Economia bancaria sempre presso la “Federico II di Napoli e Presidente della Svimez, e di Pietro Massimo Busetta, professore ordinario di Statistica economica presso l’Università di Palermo, che non solo sono state accertate criticamente le cause della “nuova questione meridionale”, i reiterati “scippi” di Stato perpetrati ai danni di un Sud sacrificato sull’altare della presunta locomotiva Nord, ma, almeno sino ad ora, è stata sventata anche la cosiddetta “secessione dei ricchi” ordita dalle regioni settentrionali ai danni di quelle meridionali.

Ebbene, secondo il parere del direttore del “Quotidiano del Sud”, Roberto Napoletano, che pure con la sua “operazione verità” ha offerto un contribuito fondamentale alla dimostrazione dei reiterati “scippi” di Stato di circa 60 miliardi di euro l’anno subiti dai cittadini meridionali nel corso dell’ultimo ventennio, il “meridionalismo accademico ha fatto male al Sud più di ogni altra cosa”, in quanto, sempre secondo la sua opinione, ha alimentato ed alimenta ancora “quella ubriacatura collettiva da liquidità che è da sempre la condanna del Mezzogiorno”.

Pur di difendere a tutti i costi e ad ogni costo l’operato del Governo Draghi, Napoletano cade in contraddizione con se stesso, poiché da un lato si richiama agli studi degli accademici e dà loro spazio sul giornale da lui diretto per dimostrare che l’immagine di un “Sud che vive alle spalle del Nord” è una “grande balla”, anzi è l’“esatto contrario”, dall’altro li considera il “male” del Sud, in quanto, secondo lui, battono cassa sempre, comunque ed ovunque.

Ma Napoletano sa bene che la loro non è una ‘volgare’ od interessata richiesta di soldi fine a se stessa, ma è una richiesta scientificamente e costituzionalmente fondata di equità sociale e territoriale, che mira al definitivo superamento dello storico divario tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale accendendone i due motori.

 

 

 

 



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