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30 Luglio, 2021

La contraddizione di Roberto Napoletano: il Sud azzoppato non rivendichi i suoi diritti, ma inizi a correre. Ma se è azzoppato come fa a correre?



Pur di difendere ad ogni costo e a tutti i costi l’immagine del Presidente del Consiglio Mario Draghi come quella del migliore, il direttore del “Quotidiano del Sud”, Roberto Napoletano, sembra cadere in una palese contraddizione.

Da un lato, sostiene che la “coerenza meridionalista degasperiana del Governo Draghi” richiede alla comunità meridionale di passare dalla fase della “sterile rivendicazione” a quella della “mobilitazione del fare”.

Dall’altro, è proprio l’“operazione verità” sui conti pubblici territoriali lanciata dalla testata da lui diretta che ha dimostrato lo “scippo di Stato” di circa 60 miliardi l’anno di euro di spesa pubblica allargata perpetrato ai danni dei 21 milioni di cittadini meridionali.

È come se si dicesse ad una persona che è stata azzoppata da un pirata della strada che non è il più il momento di lottare per rivendicare il suo diritto al risarcimento, ma che è giunto il momento in cui si deve dare da fare, deve iniziare a correre.

Dunque, Napoletano prima dimostra che il Sud è stato azzoppato e poi lo esorta a correre con una sola gamba.

Proprio il numero odierno del Quotidiano del Sud è esemplificativo della suddetta contraddizione. Infatti, anche sul numero di oggi Napoletano sostiene che “Non è più il tempo di fare finta di chiedere ciò che è stato dato. È tempo di dimostrare che ciò che è stato dato viene impiegato al meglio”.

Peccato, però, che altri due articoli pubblicati sullo stesso numero del “Quotidiano del Sud” evidenzino sia come “la scure della crisi economica si abbatte su giovani e donne del Sud”, sia come il “federalismo fiscale abbia provocato e continui ancora ad oggi a provocare “effetti devastanti soprattutto per gli enti locali del Sud”.

Insomma, lo zoppo non solo è zoppo, ma è anche un malato grave. Uno zoppo, malato grave che, a dire di Napoletano, ora deve soltanto darsi da fare senza proferire nessun lamento.  

    



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