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5 Ottobre, 2022

Il Sud Conta: oltre il “no all’autonomia differenziata”, la richiesta di restituzione, perequazione, investimenti e potenziamento dei servizi per il Mezzogiorno cancellato dalle agende politiche di tutti i partiti nazionali




Il Sud Conta è stato in assoluto la prima rete che a livello nazionale si è mobilitata contro il regionalismo discriminatorio, denunciandone l’obiettivo strategico di istituzionalizzare la condizione subalterna del Mezzogiorno come “colonia estrattiva interna” di risorse economiche, finanziarie ed umane, relative, queste ultime, alle’emigrazione lavorativa ed alla mobilità sanitaria ed universitaria.

Promotore di numerose iniziative di carattere sociale, politico e culturale tese ad estendere la mobilitazione contro “il colpo di Stato” dei “ricchi” o, per meglio dire, dei “poveri”, come ha avuto modo di precisare il direttore della SVIMEZ Claudio Bianchi in un suo intervento all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, Il Sud Conta ha partecipato al Trinacria Camp 2.0 organizzato dalle associazioni Antudo e Fajdda – Unione giovanile indipendentista, che si è svolto dal 25 al 28 luglio 2019 presso il Camping Riva Smeralda di Milazzo (ME).

Il 26 luglio sì è tenuta una discussione “bella, di qualità e partecipata” sul regionalismo differenziato e sul federalismo fiscale, animata da Giorgio Martinico, Giovanni Pagano e Vittorio Scacco.

Ne è emersa un’ipotesi di piattaforma programmatica che, contrariamente all’impostazione dei comitati “No Autonomia differenziata”, espressione di una certa area della sinistra radicale più attenta all’ortodossia ideologica che al soddisfacimento dei bisogni concreti ed alla promozione dei diritti specifici, non fa leva soltanto sull’opposizione al piano “eversivo” regionalista, ma si caratterizza per la richiesta di misure tese a rilanciare le condizioni sociali, economiche e civili del Mezzogiorno, oramai cancellato da decenni dalle agende politiche di tutti i partiti nazionali.

Come è stato precisato in un comunicato stampa emanato dallo stesso Sud Conta: “Le missioni individuate? Continuare a parlare della nocività che rappresenta il disegno di regionalismo di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per le regioni e gli enti locali meridionali. Chiedere indietro le risorse sottratte agli enti locali del Sud. Reclamare una distribuzione equa delle risorse per infrastrutture e servizi a tutte le istituzioni, soprattutto agli enti di prossimità che facilmente possono essere controllati dagli abitanti. Impedire il disegno sulla scuola che vorrebbe impossibile la mobilità tra regioni degli insegnanti assunti. Monitorare la situazione sulla sanità che ci vede costretti come abitanti del Sud a doverci spesso curare negli ospedali del Nord (per chi può permetterselo) per patologie specifiche e altre importantissime questioni che specificheremo meglio successivamente”.

Come si può notare, andando oltre al semplice “No all’autonomia differenziata”, Il Sud Conta ha proposto un’ipotesi di piattaforma politica meridionalista basata su proposte concrete che verrà ulteriormente sviluppata ed arricchita nel corso delle prossime settimane.

09/08/2019 – Salvatore Lucchese



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