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20 Giugno, 2021

Il Sud “conta”, il Sud insorge: Università, Centri di ricerca, Associazioni, Comitati, Reti sociali, Comuni, Partiti e Sindacati si mobilitano contro il “golpe” dei ricchi



Il Sud “Conta” e proprio perché “conta” insorge contro il disegno d’istituzionalizzazione della sua subalterna condizione di “colonia estrattiva”, sotteso all’attuazione dell’autonomia regionale differenziata voluta dalle Regioni “padane” del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

A pochi giorni dall’eventuale firma delle Intese Regioni-Governo, ormai si sono moltiplicate e continuano a moltiplicarsi a dismisura le iniziative di mobilitazione che denunciano gli effetti dirompenti del “colpo di Stato” dei ricchi tanto sul piano della coesione sociale ed economica quanto su quello della tenuta istituzionale del Paese.

Dopo l’allarme lanciato dall’Alleanza degli Istituti Meridionalisti sul totale abbandono del Sud e dopo  la “rivolta” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che, a seguito di due importanti Convegni, ha denunciato in un documento ufficiale la totale “incostituzionalità” del progetto, nonché la sua declinazione in chiave palesemente antimeridionale, ed a seguire rispetto all’atto di accusa lanciato dalla Rete sociale “Il Sud Conta”, da Potere al popolo – Napoli, dall’USB Scuola Campania, dai Cobas Scuola di Napoli e da alcuni collettivi studenteschi universitari contro lo “sciagurato” disegno di frammentazione del sistema scolastico ed universitario nazionale, che penalizzerebbe ulteriormente le Regioni meridionali, i prossimi giorni si caratterizzano per il serrato susseguirsi d’iniziative culturali, politiche e sindacali, che culmineranno nella manifestazione nazionale di Reggio Calabria indetta dai Sindacati confederali.

Giovedì 20 giugno, a Napoli, mentre alle ore 9:30 presso la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano degli Studi Filosofici (IISF) di via Monte di Dio si terrà un importante Convegno di Studio su “Regionalismo differenziato e uso congiunturale delle autonomie”, Convegno promosso dalle Università Federico II e Luigi Vanvitelli, nonché dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, dalla Rivista “Rassegna di Diritto pubblico europeo” e dallo stesso IISF, invece, alle ore 11:00 presso il Comune di Napoli, uno degli enti locali meridionali maggiormente danneggiati dalla “perversa attuazione del federalismo fiscale”, Antonio Bianco, co-coordinatore generale del Comitato “G. Salvemini, interverrà in sede di Commissioni cultura ed istruzione per denunciare gli effetti negativi della controriforma sulle scuole meridionali.

Sempre giovedì 20 giugno alle ore 17:30, ma questa volta a Cosenza in Piazza XI Settembre, Rifondazione comunista e la Sinistra promuoveranno un incontro-dibattito per dire “No alla secessione dei ricchi!!! No al regionalismo differenziato!!!”. Tra gli altri, parteciperà al dibattito anche Fortunato Cacciatore, docente di Storia e Filosofia presso l’Università della Calabria, che di recente ha tenuto un interessante seminario sul meridionalista Nicola Zitara presso il Laboratorio socio-politico-culturale Zero81 di Napoli.

Venerdì 21 giugno alle ore 10:00 presso l’Aula Pessina della Federico II, in occasione della presentazione dei libri di Marco Esposito, Zero al Sud, Gianfranco Viesti, Verso la secessione dei ricchi?, e Massimo Villone, Italia, divisa e diseguale, si discuterà di “Una nuova questione meridionale per una nuova unità della Repubblica”.

Infine, sabato 21 giugno i Sindacati confederali, CGIL, CISL, UIL, promuoveranno a Reggio Calabria la manifestazione nazionale “Futuro al lavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”.

Ed i titoli di questi due ultimi eventi, uno di carattere culturale e l’altro di carattere sociale e sindacale, finalmente, dopo almeno due decenni di rimozione, contribuiranno a riportare alla ribalta nazionale la questione meridionale concepita come questione strategica sia a livello nazionale sia a livello europeo.

Tuttavia, se si assiste ad un processo di ri-costruzione della rappresentanza sociale e culturale del Mezzogiorno, rimane ancora drammaticamente insoluto il problema della sua rappresentanza politica. Chi raccoglierà in Parlamento le voci di protesta che si levano dal Sud? La Lega “padana” di Salvini, camuffata da destra “sovranista” e nazionalista? Impossibile! Il M5S radicato elettoralmente nel Meridione, ma con una forte componente interna a trazione “nordica” e, soprattutto schiacciato sul “contratto” della Lega? Probabile, ma non certo! Per non parlare del PD e di Forza Italia, che nei decenni precedenti hanno dimostrato di rientrare a pieno titolo nel “Grande Partito Trasversale del Nord”! La sinistra radicale che dopo il fallimentare esito delle elezioni europee non solo è tutta da ricostruire, ma a livello nazionale mostra di essere ancora incerta e balbettante, se non del tutto assente, sul tema in questione in quanto prigioniera dei suoi sempre più astrusi schemi ideologici? Altamente improbabile!

Ben venga la costruzione di un ampio ed articolato fronte contro l’attuazione definitiva del federalismo iniquo, sperequato, discriminatorio ed estrattivo, ben venga lo sdoganamento ed il rilancio della questione meridionale, ma si inizi anche a ragionare sulla costruzione di una sua autonoma rappresentanza politica di orientamento democratico, laico e radicale. E lo si faccia quanto prima, perché a “destra” già ci sono forze politico-culturali che si muovono nella direzione della costruzione di una forza politica meridionale a forte connotazione identitaria e a radicamento esclusivamente territoriale.

19/06/2019 – Salvatore Lucchese

Rapporto Svimez 2017 luci e ombre sul Sud Italia


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