03262019In evidenza:

Il Sud Conta: “Contro il regionalismo discriminatorio, comitati civici subito e sciopero generale sociale per metà aprile L'appello è stato lanciato dalla rete meridionalista in occasione dell'Assemblea del 9 marzo

Dopo avere lanciato l’appello per la sottoscrizione della petizione contro la “secessione dei ricchi”, appello che ad oggi ha raccolto quasi 3.000 firme, tra cui quelle dei giornalisti Gianni Minà, Pino Aprile e Sandro Ruotolo, del registra Antonio Capuano e del missionario Alex Zanotelli, fondata, tra gli altri, da Dario Franco, Giovanni Pagano e Mario Raimondi, la rete de Il Sud Conta ha organizzato un’Assemblea pubblica, tenutasi nel pomeriggio di sabato 9 marzo presso il Cinema Astra di Napoli sia per promuovere la costituzione di “Comitati in difesa del sud contro il regionalismo dei ricchi” sia per lanciare la costruzione di uno “sciopero generale sociale” entro la prima metà di aprile.

Alla presenza di centinaia di partecipanti, si sono susseguiti numerosi relatori, provenienti sia dal mondo accademico che dalle varie realtà sociali, politiche e culturali, che, nel corso degli ultimi mesi, si sono mobilitate contro il Frantuma Italia.

Dagli interventi dei docenti universitari – Eugenio Mazzarella, Massimo Villone, Carmelo Petraglia e Valeria Pinto – sostanzialmente è emersa l’incostituzionalità della proposta d’Intesa avanzata dalle Regioni capofila Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, in quanto formulata, segretamente, in assenza della definizione dei livelli essenziali di prestazione. Il che comporterebbe la creazione di un modello di cittadinanza duale su base censitaria.

Inoltre, gli studiosi accademici hanno posto l’accento sulle conseguenze fortemente negative della “riforma” sulla tenuta dell’unità nazionale, della coesione sociale e della solidarietà nazionale. Una “riforma” che, a loro parere, non solo cristallizzerebbe ed accentuerebbe il divario Nord/Sud, alimentando anche la formazione d’identità localistiche, ma che, sulla base dell’interdipendenza, potrebbe addirittura determinare il crollo economico dell’intero sistema Paese.

Dopo le relazioni del Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha rilanciato il suo progetto su “Napoli autonoma”, e della Senatrice del M5S Paola Nugnes, che ha posto l’accento sul primo obiettivo raggiunto dall’estendersi del dibattito pubblico, il rallentamento dell’attuale processo di “riforma”, sono intervenuti numerosi dirigenti politici ed attivisti di varie realtà sindacali ed associative di base: Alfonso De Vito, Campagna del Diritto ad abitare, Guido Lutrario, USB, Giuseppe Di Bello, Unione Mediterranea – La Basilicata possibile, Claudia Uzzi, USB – Scuola Sicilia, Marco Iasci, Federazione del Sociale – USB Abbruzzo, Ludovico Chianese, Cobas, Rosario Marra, Rifondazione comunista, Marcella Raiola, Cobas Scuola.

Grazie alle loro relazioni ed alle loro incisive testimonianze, per la prima volto nel corso dell’attuale dibattito pubblico sul Frantuma Italia sono stati evidenziati i nessi che intercorrono tra la recrudescenza della questione meridionale, il declino economico nazionale e la gabbia delle politiche liberiste di rigore e di “sviluppo ineguale” promosse dalla Governance europea.

L’Assemblea è stata caratterizzata anche dalla presentazione del primo comitato civico nato contro la “secessione dei ricchi”, il Comitato, vesuviano e non solo, “Gaetano Salvemini”, i cui esponenti hanno posto l’accento sulla necessità di formare un soggetto politico meridionalista, antiliberista, laico, democratico e radicale, che, coerentemente ai principi costituzionali di uguaglianza, equità e coesione sociale, colmi il drammatico vuoto di rappresentanza delle istanze, dei bisogni e dei diritti disattesi dei cittadini meridionali.

A seguire, l’intervento di Giorgio Cremaschi, che ha sottolineato l’esigenza di un “Vento del Sud” capace di collegarsi coi movimenti sociali ed ambientalisti del Nord, per potere rilanciare le politiche pubbliche e sociali in contrapposizione alle politiche di “distruzione dello Stato sociale”, previste dalla “controriforma” dell’articolo 81 della Costituzione, incentrato sull’obbligo del pareggio di bilancio.

A conclusione dell’Assemblea, dopo avere evidenziato che il rilancio del meridionalismo corrisponde ad una lotta socio-politica ugualitaria e libertaria per un’equa redistribuzione della risorse e non già ad una mera contrapposizioni di egoismi territoriali ad altri egoismi territoriali, Giovanni Pagano ha lanciato un appello per la costituzione di comitati civici contro la “secessione dei ricchi”, auspicando che si mobilitino sul piano culturale ed informativo per la costruzione di uno sciopero generale sociale in favore del Mezzogiorno.

12/03/2019 – Salvatore Lucchese

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