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Il sito dedicato a “Il Meglio di Sorrento” lancia una nuova iniziativa: la pubblicazione di e-book inediti che i navigatori potranno consultare e scaricare gratuitamente

Si parte sabato 14 luglio 2018 con una pubblicazione di carattere storico dedicata ad un argomento assolutamente singolare: le rivoluzioni che furono capitanate da due sorrentini e che scossero Napoli, durante la prima metà del XVI secolo.

I loro nomi?

Fucillo e….

Masaniello da Sorrento!!!!!

Proprio così: esattamente 100 anni prima della rivolta che vide interessato il più celebre Masaniello, che erroneamente è stato considerato originario d’ Amalfi, un suo omonimo, sicuramente originario della Città del Tasso, fu a capo di una sollevazione popolare promossa, nel 1547, per contrastare il tentativo di introdurre il tribunale della Santa Inquisizione di stampo spagnolo nella realtà partenopea per volontà dall’ allora Vicerè di Napoli, Don Pedro Álvarez de Toledo.

All’ epoca della sollevazione che fece tremare il fiduciario dell’ Imperatore Carlo V, il Tommaso Aniello sorrentino era già famoso nella zona del mercato di Napoli per l’ essere componente di una agguerrita e temibile banda di compagnoni (ovvero i “progenitori” dei camorristi) che, nel 1533, agli ordini di Fucillo di Sorrento aveva guidato un’ altra rivoluzione volta ad impedire l’ aumento delle tasse previsto per finanziare la realizzazione di quella che, in seguito, sarebbe divenuta la celebre Via Toledo (proprio perché voluta dallo stesso Don Pedro Álvarez de Toledo).



Fucillo, a differenza del suo erede sorrentino, fu catturato e messo a morte, ma ciò non bastò a far sì che i suoi sodali continuassero a controllare i quartieri popolari napoletani.

Tanto è vero che – come si è già detto – nel 1547, Tommaso Aniello fu a capo della nuova insurrezione.

In questo ultimo caso, però, ad insorgere contro il Vicerè non fu solo la plebe, ma anche buona parte dell’ aristocrazia partenopea.

Anche in questo caso il capopopolo sorrentino fu catturato, ma a differenza del suo predecessore, fu immediatamente rimesso in libertà e portato in trionfo per le strade della città, in sella al cavallo di uno dei più autorevoli patrizi napoletani: Ferrante Carafa.

Tuttavia di lui ben presto si persero le tracce.



Si tratta di storie caratterizzate da un forte fascino che, in ogni caso, testimoniano la capacità dei sorrentini di imporsi – sia pure in ambito malavitoso – nella capitale del viceregno prima che la terra delle sirene fosse messa a ferro e fuoco per effetto della invasione saracena del 1558.

Il tutto in un tourbillon di emozioni e sconvolgimenti rispetto ai quali la camorra romantica del tempo, sebbene violenta, riusciva ad esercitare il ruolo interprete dei sentimenti popolari.

Tutto questo e molto altro ancora si può leggere tra le pagine dell’ e-book scritto da Fabrizio Guastafierro ed intitolato “Fucillo e Masaniello di Sorrento – I compagnoni sorrentini che rivoluzionarono Napoli nel Cinquecento”.

Il testo può essere visualizzato e scaricato utilizzando il seguente link:

http://www.ilmegliodisorrento.com/wp-content/uploads/2018/07/Fucillo-e-Masaniello-e-book-gratis1.pdf

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