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29 Giugno, 2022

Il predatorio Sistema Nord fallisce e Pier Luigi Bersani (Art. UNO) lo difende: “Non abbiamo l’esigenza di riaccentrare, perché, comunque, il decentramento mette in moto enormi energie”.




A dispetto dei 180 miliardi di euro indebitamente scippati al Sud, dati alla mano, ad ieri quasi l’87% dei decessi per Covid-19 era concentrato nel solo Settentrione, 18.321 vittime su un totale di 21.067, il Sistema Nord, che fa leva sulle satrapie della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna, mostra tutta la sua tragica inefficacia nella gestione dell’emergenza coronavirus, facendo ricadere sull’intero Paese la perdita di 47 miliardi di euro al mese, e Pier Luigi Bersani cosa fa?

Ne evidenzia i limiti? Ne chiede il commissariamento come iniziano a fare alcune testate giornalistiche ed anche alcune organizzazioni politiche? Si impegna pubblicamente per una profonda revisione se non abrogazione del Titolo V della Costituzione? Chiede che l’ipotesi del ddl Boccia sul regionalismo differenziato venga stracciata insieme alle Pre-Intese della vergogna civile di questo Paese sottoscritte dal Governo del dem Gentiloni con i Presidenti delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel febbraio 2018?

Ebbene, Bersani non fatto niente di tutto questo! Ha fatto l’esatto opposto! Ieri sera, nel rispondere ad alcune domande relative alla pandemia rivoltegli da Giovanni Floris su La7, con fermezza e decisione il Bersani ha testualmente dichiarato: “Noi abbiamo il problema di mettere a coordinamento e a convergenza i sistemi regionali. Non abbiamo l’esigenza di riaccentrare, perché, comunque, il decentramento mette in moto enormi energie. Bisogna coordinarle meglio, ma non bisogna toglierle di mezzo”.

E sulle “enormi energie messe in moto dal decentramento”, che, grazie al grimaldello della spesa storica, hanno ulteriormente acuito lo storico dualismo tra il Nord e il Sud del Paese per foraggiare i sistemi di potere locali del primo sino a minare la sovranità statuale neanche un accenno dal “verde padania” Bersani.

“Verde padania” in quanto l’ex capo di stato maggiore del Pd ed ora ufficiale di stato maggiore di Articolo Uno solo apparentemente ha cambiato divisa. In realtà, le sue dichiarazioni dimostrano che è sempre stato e continua ad essere tuttora in servizio permanente effettivo nelle fila del Grande Partito Trasversale del Nord.

Il Partito che dopo avere promosso lo scippo di Stato ai danni del Sud ora sta tragicamente conducendo l’intero Paese verso il baratro di una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti nella storia della Repubblica, ma non recede di un millimetro rispetto alla sua scelta strategica di continuare a rubare ai poveri del Sud per dare ai ricchi del Nord. I risultati sono sotto gli occhi di tutti!

15/04/2020 – Salvatore Lucchese



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