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8 Dicembre, 2022

Il lavoro agile tra presente e futuro




Il Ministero per la pubblica amministrazione ha lanciato una consultazione per raccogliere informazioni sulle esperienze di lavoro agile in corso nelle amministrazioni pubbliche e, in particolare, giudizi, valutazioni e proposte di miglioramento di dirigenti e dipendenti pubblici utili a definire lo sviluppo dei prossimi anni dello smart working e del lavoro pubblico. La prima fase di raccolta dei contributi è iniziata l’8 giugno e termina il 30 giugno 2020.

La consultazione è rivolta a tutti i dipendenti pubblici e ai dirigenti della pubblica amministrazione.

Dopo essersi registrati sulla piattaforma ParteciPa, tutti gli interessati possono partecipare compilando due questionari, differenziati in base alla tipologia di destinatari:

QUESTIONARIO DIRIGENTI PUBBLICI

QUESTIONARIO DIPENDENTI PUBBLICI  

Ogni partecipante, nell’arco di tempo in cui la consultazione sarà aperta, potrà inserire un solo contributo. Il contributo inserito non sarà visibile a tutti i partecipanti registrati, ma solamente ai rispettivi autori.

Il questionario è anonimo e i dati saranno trattati in forma aggregata e anonima. Per tutelare la privacy raccomandiamo, nelle domande a compilazione aperta, di inserire il proprio contributo senza fornire dati personali.

Il tempo stimato per la compilazione del questionario è di circa 15 minuti.


Come noto, le misure adottate per il contrasto della pandemia COVID-19 hanno previsto la possibilità di ricorrere al lavoro agile (o smart working) quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche (decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Grazie al lavoro agile, le amministrazioni hanno potuto assicurare, in condizioni di assoluta emergenza, la continuità dell’azione amministrativa e la sicurezza dei propri dipendenti.

Superata la fase emergenziale, il lavoro agile continuerà ad interessare stabilmente un numero significativo di dirigenti e dipendenti pubblici, costituendo un importante fattore di innovazione organizzativa e culturale, di miglioramento della performance, di sviluppo delle competenze individuali e di conciliazione delle esigenze vita-lavoro del personale della pubblica amministrazione.

Nessuna innovazione è effettivamente e correttamente implementata (solo) perché è prevista da una norma o perché la sua mancata attuazione è sanzionata; tanto meno una politica, quale quella inerente alla innovazione del lavoro pubblico, che ha riflessi sulla gestione dell’attività amministrativa, sulle modalità di erogazione dei servizi, sulla informatizzazione e reingegnerizzazione dei processi e sulla revisione dei sistemi di misurazione e valutazione della performance, individuale e organizzativa.

In questo quadro, la consultazione realizzata dal Dipartimento della funzione pubblica costituirà una fonte informativa importante per alimentare una base di conoscenza a supporto di politiche partecipate di innovazione del lavoro pubblico e per accompagnare, sostenere e promuovere la diffusione dello smart working partendo dall’ascolto di due categorie di destinatari distinti e prioritari:

  • dirigenti pubblici, che sono  direttamente coinvolti nell’attuazione dello smart working, in qualità di gestori di dipendenti che lavorano in modalità agile  e, più in generale, di promotori dei fattori abilitanti (revisione delle modalità organizzative, digitalizzazione dei processi, etc.;
  • dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in qualità di “utilizzatori” del lavoro agile e, più in generale, di principali portatori di interesse rispetto ai processi di cambiamento che lo smart working introduce e, in particolare, alla configurazione del lavoro agile del futuro.

Obiettivo dell’attività di consultazione è quindi di rilevare:

  • le opinioni e le valutazioni dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni in merito alle esperienze applicative del lavoro agile nella fase di sperimentazione e durante l’emergenza Covid-19 e, soprattutto, le loro eventuali indicazioni per accompagnare, sostenere e promuovere la diffusione dello smart working;
  • le opinioni e le valutazioni dei dipendenti che hanno svolto le prestazioni lavorative in modalità agile prima e durante l’emergenza COVID-19, con particolare riferimento al grado di soddisfazione, alla rispondenza dell’esperienza realizzata rispetto alle proprie aspettative, ai punti di forza alle eventuali criticità e ai margini di miglioramento di cui tener conto ai fini di una ottimale applicazione dello smart working nelle amministrazioni pubbliche;
  • le aspettative e le eventuali indicazioni di tutti riguardo al “lavoro agile del futuro” e quindi al “futuro del lavoro pubblico”.



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