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4 Ottobre, 2022

Il Club Napoli Cercola Partenopea insorge: “Come in ogni settore anche nel calcio il Sud non deve intraprendere”




Ieri pomeriggio, in concomitanza con la diretta Sky della partita Roma-Napoli, il Club Napoli Cercola Partenopea ha dato vita ad una manifestazione di dissenso contro lo scandaloso arbitraggio di Napoli-Atalanta.

Oltre a lanciare la campagna per le disdette Sky, in Corso Domenico Riccardi, insieme ad altri soci del Club, il Presidente Tony Manna ha esposto anche uno striscione di protesta, che recitava: “Come in ogni settore anche nel calcio il Sud non deve intraprendere”.

Il riferimento implicito alla famosa frase del primo Governatore della Banca d’Italia, il genovese Carlo Bombrini (1804-1882) – “I meridionali non dovranno mai essere più in grado di intraprendere” – frase molto famosa negli ambienti meridionalisti, non è tanto il frutto di nostalgiche posizioni neo-borboniche, quanto il frutto della consapevolezza dello stretto legame che intercorre tra le discriminazioni sportive subite dalla Società Calcio Napoli e quelle subite dall’intero Mezzogiorno, soprattutto nel corso degli ultimi venti anni.

Infatti, non bisogna dimenticare che, oltre a promuovere attività aggregative di tipo sportivo, ricreativo e sociale, il Club Napoli Cercola Partenopea promuove pure iniziative di grande spessore in campo culturale, tra le quali spicca la presentazione del bestseller del giornalista del Mattino Marco Esposito, Zero al Sud, promossa, il 27 gennaio 2019, insieme al Prof. Salvatore Lucchese del VesuvianoNews.

Dunque, la protesta sportiva si lega a quella culturale e civile e va collocata e compresa sulla sfondo della mobilitazione contro il federalismo estrattivo e discriminatorio, che mira ad istituzionalizzare, a congelare e ad acuire ulteriormente il divario Nord/Sud.

Basti pensare che nel solo quadriennio 2014-2017 al Mezzogiorno, che rappresenta il 34% della popolazione nazionale, sono stati indebitamente sottratti circa 250 miliardi di spesa pubblica allargata, sistematicamente drenati verso i più ricchi territori settentrionali, azzerando, derubricando e dimezzando i più basilari diritti civili e sociali di 20 milioni di abitanti: asili nido, mense scolastiche, assistenti ed operatori sociali, treni e bus locali, pronto soccorsi, ospedali, medici, docenti scolastici ed universitari, etc..

Insomma, in irrimediabile contrasto con la nostra Costituzione, lo Stato italiano ha agito e continua ad agire come un “Robin Hood alla rovescia”, ruba ai poveri per dare ai ricchi, alimentando sperequazioni e discriminazioni territoriali in ambito civile, sociale ed economico, che trovano il loro corrispettivo nel sistema calcio nazionale, che, a sua volta, applica in modo del tutto arbitrario i regolamenti sportivi secondo la logica dei due pesi e delle due misure: uno a sfavore dei “figliastri” del Napoli e l’altro a favore dei “figli” della Juve.  In ogni caso, lo schema è sempre lo stesso: meno al Sud e più al Nord; meno al Napoli e più alla Juve.

03/11/2019 – Salvatore Lucchese   



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