04202019In evidenza:

Gli amari facilitano la digestione!?

È un’abitudine tutta italiana, quando si esagera a tavola o semplicemente dopo una abbondante cena in compagnia, cercare conforto in un bicchiere di amaro o altro liquore a fine pasto per digerire.

Purtroppo resterete delusi nel sapere che la scusa di bere l’amaro perché digestivo non sia proprio giusta ma che si tratta fondamentalmente di un luogo comune.

Gli amari digestivi sono degli infusi di diverse tipologie di erbe in alcol. In particolare si utilizzano piante o radici come achillea moscata, semi di anice, menta piperita, bacche di ginepro, genziana, assenzio, rabarbaro e spezie quali cannella, zafferano, chiodi di garofano oppure cortecce o bucce di agrumi.
Il tutto è triturato e messo a macerare in una soluzione alcolica o idroalcolica per estrarre le varie essenze, successivamente filtrato, e infine mescolato con il caramello. Il segreto che caratterizza ogni ricetta sta proprio nel tempo di macerazione dei vari ingredienti.



Sebbene alcune etichette di amari sottolineano le proprietà digestive dovute alle erbe utilizzate, ciò potrebbe non essere corretto!

Semplicemente si avverte la sensazione di digerire meglio perché il gusto amaro delle erbe stimola le papille gustative e aumenta la secrezione di saliva e di succhi gastrici, avvertendo quella sensazione di leggero bruciore nello stomaco.

Contemporaneamente, però, l’alta gradazione alcolica della maggior parte degli amari (intorno ai 30-35°) irrita le pareti dello stomaco e ne rallenta lo svuotamento, col risultato che il cibo permane più a lungo nello stomaco. La rallentata digestione indotta dall’alcol può indurre inoltre maggiore sonnolenza, diminuendo il livello di attenzione e vigilanza.

Non dobbiamo poi dimenticare che l’alcol apporta energia, ben 7 kcal per grammo e che si tratta di “calorie vuote”, ovvero prive di qualsiasi elemento nutritivo utile al nostro organismo. Di conseguenza a livello epatico viene favorita la sintesi di grassi, che possono pericolosamente accumularsi nel fegato determinando un quadro di “fegato grasso” o, in termini medici, steatosi.

In termini di calorie bisogna anche aggiungere che molti amari contengono parecchio zucchero, quindi anche se ci sembra di aver “digerito” il nostro pasto, in realtà non abbiamo fatto altro che aggiungere calorie a quelle già assunte. Un bicchiere di amaro da 30 ml contiene 55 calorie.

Fate poi attenzione, leggendo la lista degli ingredienti sull’etichetta, al colorante aggiunto. Se sono presenti l’E 150 C o D evitateli in quanto potrebbero avere effetti cancerogeni per l’uomo.



Se proprio non volete rinunciare all’ammazzacaffè , esiste una tipologia di amaro con una concentrazione davvero minima di alcol ed è venduto in farmacia ovvero l’Amaro Medicinale Giuliani, che ha solo il 7% di gradazione alcolica (estratti di rabarbaro, genziana ed altre erbe), non fidatevi di quelli commerciali e nemmeno di quelli fatti in casa, quest’ultimi potrebbero essere tossici, soprattutto se conservati a lungo.

Per concludere se vogliamo davvero facilitare la digestione quando ci sentiamo troppo sazi, dovremmo consumare altre tipologie di bevande, non certo quelle alcoliche: possono essere utili infusi a base di salvia, semi di finocchio, zenzero, rosmarino, liquirizia, bucce di limone o camomilla.

InFORMAti dalla nutrizionista
A cura della Dott.ssa Marica Coppola

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