Un piatto povero che racconta la terra
Le origini rurali
Nelle campagne, le cipolle (spesso la varietà bianca o ramata) erano l’ortaggio più coltivato e conservabile durante l’inverno. Abbinate alle uova, creavano un piatto unico, nutriente ed economico, perfetto per i lavoratori.
Il legame con la cucina napoletana
Nel territorio campano, questo piatto si inserisce perfettamente nella filosofia del riciclo e della cucina degli avanzi. Tradizionalmente, veniva preparata dalle massaie per riempire il “panicchiello” (il tipico sfilatino di pane) destinato ai contadini o ai lavoratori che trascorrevano la giornata fuori casa.
La frittata di cipolle è un simbolo della cucina contadina vesuviana. Economica, saporita, perfetta per ogni occasione.
Ingredienti
- 4 cipolle bianche
- 6 uova
- Olio evo
- Sale, pepe
- Prezzemolo
Preparazione
Affetta le cipolle sottili. Falle appassire lentamente in padella. Sbatti le uova con sale e pepe. Unisci le cipolle. Cuoci la frittata da entrambi i lati.
Buona calda, ottima fredda
Un piatto che non delude mai.


