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“Figlio ‘e ‘ntrocchia”: origini del famoso appellativo napoletano

Figlio ‘e ‘ntrocchia”, chi a Napoli non l’ha mai sentito? Si tratta di un appellativo usato in modo positivo, ed è un modo per sottolineare la scaltrezza del proprio interlocutore.

Letteralmente vorrebbe dire figlio di donna di malaffare, ma in lingua Napoletana assume una valenza positiva.

Le origini di “figlio ‘e ‘ntrocchia” sono considerate molteplici. Quella che i più immaginano sia vera, erroneamente, è che la ‘ntrocchia altro non sia che la femmina del maiale. Un’altra, etimologicamente più verosimile, vuole “’ntrocchia” come contrazione di figlio “’e ‘int’a rocchia”.

La più interessante però forse è: “’ntrocchia” come derivato dal latino “intra oculos”, ovvero una forma per dire che “t’o ffà ‘int’ all’uocchie”, è furbo.

Infatti con il termine figlio ’e ’ntrocchia, si intende una persona scaltra, furba, dotata di grande acume.

 

 

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