Dopo anni di silenzio, l’ex parlamentare racconta la propria esclusione dal Movimento: accuse infondate, tradimenti interni e la fine di un’epoca per il M5S.
Con un lungo post sui social, l’ex deputata del Movimento 5 Stelle torna a parlare pubblicamente, a distanza di anni dalla sua uscita di scena dal Parlamento.
Lo fa con toni pacati ma lucidi, alternando il bilancio personale alla denuncia politica.
E il risultato è un atto d’accusa contro ciò che – a suo dire – resta oggi del M5S, “un Movimento profondamente cambiato, lontano dai valori fondativi e dalla centralità della base”.
L’ex parlamentare – che nel post non fa il nome di nessuno, ma lascia intendere molto – ricorda il suo impegno lungo quindici anni, i ruoli istituzionali ricoperti (vicepresidente della Commissione bicamerale sugli Enti di Previdenza, capogruppo in Bilancio durante il PNRR) e l’episodio che ha segnato la fine della sua carriera politica: una campagna di delegittimazione interna che lei definisce senza mezzi termini una “macchina del fango”, partita da quelli che credeva “alleati”.
“Sono stata travolta da illazioni diffamatorie, poi rivelatesi infondate, partite proprio da chi avrebbe dovuto sostenermi”, scrive. “Per tre anni ho chiesto di essere ascoltata, ma tutto è caduto nel vuoto. Forse era già tutto deciso”.
Il post, lungo e articolato, si muove su due piani: da un lato la rivendicazione personale, dall’altro l’analisi impietosa dell’attuale Movimento.
L’ex deputata non nasconde la sua delusione: “Ho aperto gli occhi e mi sono finalmente accorta di quanto il M5S sia oggi lontano da ciò che era un tempo”.
E ancora: “Oggi le priorità sono altre. La base non è più ascoltata. Si cerca consenso solo alla vigilia delle elezioni, il resto non conta più”.
Parole dure, ma pronunciate con tono misurato. Nessun rancore – assicura – ma piuttosto la consapevolezza di aver conservato la propria dignità: “Non mi pento di essere stata sempre corretta e leale. Posso guardare chiunque negli occhi senza mai abbassare lo sguardo”.
Non manca un riferimento alla giustizia, quella terrena – con “la verità dimostrata grazie al lavoro degli avvocati” – e quella spirituale, affidata alla “Divina Provvidenza” e al “Karma”. Un modo per chiudere il cerchio, senza però escludere nuovi capitoli: “Ci sarà modo e tempo per rendere tutto pienamente pubblico”.
Nel frattempo, la testimonianza dell’ex parlamentare si aggiunge alle voci critiche che, negli ultimi mesi, si sono levate contro la gestione verticistica del M5S.
Un segnale, forse, che le ferite non si sono mai rimarginate. E che nella storia del Movimento, la resa dei conti interna è tutt’altro che conclusa.
Qui il post sulla sua pagina https://www.facebook.com/TeresaManzoTM/posts/pfbid02DCH3fBKdMdSwVFEeKBYBzhCZ8d9EuJ65dEjre7UQ2LL4bSK4wdL4DeV8qsbVHA72l



