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19 Gennaio, 2026

Doppio appuntamento per gli ultimi eventi dell’anno di Napoli 2500: il 28 dicembre Tanguedia e il 30 dicembre Alice o il mondo alla rovescia

Napoli Millenaria si avvia verso la conclusione del suo percorso  lungo un anno con due eventi che, pur attraversando linguaggi differenti, condividono una stessa tensione poetica: interrogare il presente attraverso la musica, il teatro, il corpo e la scena.

Il 28 dicembre, alle ore 20:30, il Salone delle Feste del Real Bosco e Museo di Capodimonte accoglie Tanguedia per Napoli 2500, lo spettacolo rinviato per maltempo durante Al Faro Festival e ora restituito alla città in una delle sue sedi più emblematiche e simboliche grazie alla collaborazione con il direttore di Capodimonte Eike Schmidt.Una serata interamente dedicata all’universo del tango, inteso come lingua poetica capace di attraversare epoche, memorie e geografie. E che deve molto agli italiani, molto alla lingua napoletana.

Protagonisti tre solisti d’eccezione – la pianista Gloria Campaner, il clarinettista Alessandro Carbonare, Mario Stefano Pietrodarchi con il suo bandoneon – interpreti di assoluto rilievo internazionale, chiamati a dare voce a un repertorio che vive di contrasti, sospensioni, profondità e leggerezza .Il loro dialogo musicale, virtuosistico e insieme profondamente narrativo, si intreccia con il ‘passo’  dei danzatori Chiara Benati e Andrea Righi, in una partitura scenica che restituisce al tango la sua natura originaria: musica del corpo e dell’anima, rito, confessione,  nostalgia e identità.

Il 30 dicembre, alle ore 18:00, il Teatro Ridotto del Mercadante ospita Alice o il mondo alla rovescia – Studio n°1, nuova creazione della Compagnia Scuola Elementare del Teatro, ideata e diretta da Davide Iodice per Napoli 2500. Liberamente ispirato a Lewis Carroll, lo spettacolo prosegue il lavoro di ricerca avviato con Pinocchio, che cos’è una Persona?, esplorando ancora una volta i territori fragili e necessari dell’identità, dello sguardo, dell’alterità.

In scena un numeroso gruppo di interpreti, provenienti da percorsi artistici e umani differenti, che abitano il palcoscenico come spazio di attraversamento e possibilità. In questo mondo alla rovescia, Alice diventa figura di passaggio, soglia aperta su un altrove che esiste solo se si ha il coraggio di vederlo.

Entrambi gli appuntamenti si inseriscono nelle Celebrazioni Napoli 2500 del Comune di Napoli, fortemente volute dal sindaco Gaetano Manfredi e dirette da Laura Valente,  in questo caso in collaborazione con il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e la Scuola Elementare del Teatro, come atto condiviso di celebrazione e interrogazione della città: non una commemorazione, ma un esercizio vivo di immaginazione civile e artistica.

Due serate, due linguaggi, un’unica visione: Napoli come spazio di ascolto, di rischio e di invenzione.

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