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4 Dicembre, 2022

Dopo Giannola e Busetta anche Pino Aprile lancia l’allarme: “Continua il saccheggio del Sud, ma quando le diseguaglianze superano un grado di tollerabilità, la riduzione del divario avviene con la violenza”




Dopo gli allarmi lanciati qualche settimana fa dal Presidente della Svimez Adriano Giannola e dall’economista Pietro Busetta rispetto al pericolo di uno scoppio di un conflitto sociale radicale e addirittura della sua degenerazione in “guerra civile” tra il Nord e il Sud del Paese a causa della mancata attuazione delle politiche di riequilibrio e perequazione territoriale, anche il Presidente del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale, Pino Aprile, fa la stessa cosa e mette tutti in guardia circa la possibilità che il già serrato confronto politico sullo storico divario territoriale traligni in un aspro conflitto violento.

Infatti, dopo avere denunciato dal suo blog personale la volontà dei poteri forti del Nord di mettere le mani sul grosso dei 209 miliardi di euro del Recovery Fund destinati dall’Europa all’Italia per ridurre le diseguaglianze sociali e territoriali, lo scrittore pugliese ha evidenziato che “la nuova dottrina economica dello studio delle disuguaglianze spiega che quando queste superano un grado difficilmente prevedibile di tollerabilità, la riduzione del divario avviene con la violenza”, per poi aggiungere subito dopo: “Non è un modo di spaventare: è come vanno le cose. Non da noi, per tutti. E quando la violenza si manifesta, non importa da quale angolo si levi, siamo tutti a rischio”.

03/12/2020 – Salvatore Lucchese



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