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4 Dicembre, 2022

De Magistris: “Migliaia di giovani del Sud e delle periferie depredati del loro futuro. Unione Popolare ne rappresenta istanze, bisogni, desideri”




Nel corso degli ultimi tre decenni circa, in Italia le politiche predatorie di matrice neo-liberista non solo hanno causato l’acuirsi dello storico divario tra il Nord ed il Sud del Paese grazie all’affermazione egemonica, sostenuta da quasi tutti i partiti sedicenti nazionali, della “questione settentrionale”, agitata originariamente dalla Lega Nord, a tutto discapito, invece, della questione meridionale, ma, così facendo, hanno determinato anche l’impoverimento dell’intero sistema-Paese.

A pagarne le conseguenze sono state soprattutto le fasce più deboli della popolazione, disoccupati, inoccupati, precari, giovani e donne. Basti pensare che dal solo Mezzogiorno ogni anno emigrano 100.000 giovani, perlopiù diplomati e laureati. Se tale tendenza dovesse essere confermata, è stato calcolato che la questione meridionale sarebbe risolta per eutanasia indotta mediante desertificazione demografica entro il 2065.

Di recente, il leader nazionale di Unione Popolare, l’ex Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, è intervenuto proprio su questi temi, lanciando un appello via social a tutti i giovani del Mezzogiorno e delle periferie.

In queste settimane di campagna elettorale – ha scritto de Magistris – ho notato due cose: si parla poco di giovani e soprattutto, quelle poche volte di cui si parla di giovani, c’è l’impressione che i politici parlino ai loro figli e nipoti, non ai figli e nipoti del Paese Reale”.

Si parla – ha proseguito – di opportunità da garantire a tutti e tutte, ma non di politiche che possano agire sul sistema e garantire a priori queste opportunità per tutti e tutte. Come sempre, anche del discorso generazionale, la politica parla a se stessa, ai suoi figli, al suo gruppo sociale, agli interessi del suo gruppetto già privilegiato. Quando in questo paese per molti giovani, oltre al dramma generazionale, c’è anche il dramma di un paese diseguale, un paese che volutamente ha dimenticato le sue periferie”.

Non è normale – ha evidenziato il leader di Unione Popolare – che migliaia di giovani ogni anno debbano emigrare dal Mezzogiorno per studiare o per lavorare. Stiamo letteralmente condannando a morte lenta intere aree del nostro paese, privandole di energie e talenti, per fornire a centri di potere risorse umane qualificate a basso costo”.

E non è normale – ha ulteriormente precisato – che altrettante migliaia di giovani, se nati in periferia, anche delle grandi città del Nord, siano letteralmente tagliati fuori da ogni opportunità, sia lavorativa che sociale. Che per loro il luogo di nascita significhi una condanna all’irrilevanza”.

Parliamo tanto di abbattere i muri – ha proseguito de Magistris – e poi non solo abbiamo rafforzato il muro che divide il Sud dal Nord, ma abbiamo, all’interno anche dello stesso Nord, alzato giganteschi muri che dividono i centri dalle periferie, le metropoli dalle province, i quartieri dove tutto può essere acquistato dai quartieri dove non sono garantiti nemmeno le necessità basilari. Non possiamo seriamente parlare di giovani se continuiamo a parlare in maniera sterile solo ai pochi giovani che hanno già potenzialmente tutto e ci dimentichiamo delle centinaia di giovani che non hanno e non avranno nulla”.

Noi di Unione Popolare – ha scritto – non vogliamo parlare ai figli della ZTL, quelli li lasciamo volentieri agli altri. Noi vogliamo parlare ai fuorisede che sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri per studio o per lavoro, vogliamo parlare ai ragazzi che hanno dovuto abbandonare gli studi, senza colpevolizzarli ma comprendendoli, e a coloro che invece resistono tra mille difficoltà. Vogliamo parlare a chi si fa in quattro, tra un lavoro precario e l’altro, perché il costo dei libri e dell’università è insostenibile, a chi si barcamena tra uno stage sottopagato e l’altro aspettando un giorno di bucare il soffitto di vetro”.

Vogliamo parlare – ha concluso de Magistris – ai nostri giovani, ai figli e alle figlie del Paese Reale. Perché sono doppiamente dimenticati, in quanto giovani e in quanto gente comune. Perché Unione Popolare è un movimento della gente per la gente. E loro sono la nostra gente. Non tra un mese, un anno, un decennio. Adesso”.



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