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15 Marzo, 2026

DDL Buongiorno, il PD Napoli porta la battaglia nei Consigli comunali: ordine del giorno in aula

La mobilitazione contro il DDL Buongiorno non può limitarsi alle iniziative pubbliche e alle manifestazioni che in queste ore attraversano l’Italia. È quanto sostiene il gruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Napoli, che annuncia la presentazione di un ordine del giorno da discutere nella prossima seduta dell’assise cittadina.

Secondo i consiglieri dem, infatti, la battaglia per i diritti delle donne deve partire anche dai luoghi della decisione democratica, a cominciare dai consigli comunali, considerati la vera spina dorsale del Paese.

Un atto politico nei luoghi della democrazia

L’iniziativa, spiegano dal gruppo PD, si inserisce in continuità con quanto già avvenuto nel Consiglio Regionale della Campania.

L’ordine del giorno porta le prime firme della presidente del Consiglio Comunale Enza Amato e della consigliera Mariagrazia Vitelli e punta a impegnare Sindaco e Giunta a sollecitare una riforma che non comprima, ma rafforzi e tuteli i diritti delle vittime di violenza.

Pertanto, l’obiettivo è trasformare la mobilitazione in una presa di posizione istituzionale chiara e vincolante.

L’appello dei centri antiviolenza

«Con questo atto – sottolinea il gruppo consiliare del Partito Democratico – accogliamo l’appello dei centri antiviolenza e di numerose associazioni nazionali che da settimane, insieme a noi, fanno rumore per una riforma di civiltà».

Inoltre, i consiglieri ribadiscono un principio fondamentale: la libertà e l’autodeterminazione delle persone non possono più essere ignorate.

Secondo il PD, deve essere chiaro che senza consenso è stupro. Non deve più essere necessario dimostrare l’uso della forza o della minaccia: deve essere sufficiente l’assenza di una volontà libera, esplicita e consapevole.

Le criticità del testo approvato al Senato

Per questo motivo, il gruppo dem giudica inaccettabile il testo del DDL così come modificato al Senato.

Secondo i consiglieri, il nuovo impianto normativo sconfessa i principi che avevano portato al voto unanime alla Camera e rischia di segnare un arretramento culturale e giuridico senza precedenti nella tutela delle donne e nel contrasto alla violenza di genere.

Di conseguenza, il Partito Democratico annuncia che non tollererà una scelta ritenuta grave e pericolosa, ribadendo la necessità di una riforma coerente con i diritti fondamentali.

Una battaglia che continua

La presentazione dell’ordine del giorno rappresenta solo un passaggio di una mobilitazione più ampia, che proseguirà anche nelle prossime settimane.

L’obiettivo dichiarato è quello di tenere alta l’attenzione istituzionale e di impedire qualsiasi passo indietro nella tutela dei diritti delle donne.

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