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29 Gennaio, 2023

Costo della vita e mondo della scuola




Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in considerazione delle di-chiarazioni rilasciate in questi giorni da Isabel Schnabel del Comitato esecutivo della Bce, in me-rito alle previsioni di crescita dell’inflazione, determinate da uno shock da offerta ed al rallentan-do della crescita, chiede urgentemente al Governo in carica ed alla classe politica di attivare e proporre nei propri programmi elettorali misure adeguate per salvaguardare la classe docente di ruolo fuorisede e le famiglie fragili.

Attualmente il costo della vita sembra inarrestabile e dopo l’aumento già avvenuto delle bollette e di molti beni di consumo, per non parlare dei mezzi di tra-sporto low cost e non, costringe interi nuclei familiari a sacrifici inauditi e sconosciuti evidente-mente a chi non vive tale situazione.

Scegliere tra la bolletta del gas in una grande città del Nord e la visita ai propri congiunti, magari bisognosi, sta diventando un’eventualità poco remota.

Per esempio, il dramma della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche, docenti assunti con la legge 107/2015, e bloccati completamente, nonostante l’anzianità di servizio e ana-grafica, da più di sette anni nel Centro- Nord, senza possibilità di evoluzione e con una qualità della vita inadeguata a rischio povertà, dovrebbe trovare finalmente riscatto e risoluzione.

La mancanza di fondi ha rallentato l’individuazione e la nomina, in molti istituti scolastici italiani, dell’assistente educativo e dell’assistente per l’autonomia o la comunicazione, causando a volte gravi difficoltà nell’organizzazione scolastica. Ci auguriamo che sin da settembre vengano ulti-mate tutte le operazioni necessarie e che le future forze di Governo siano sensibili alle questioni sollevate.

La fuga dalla scuola che si sta verificando in buona parte del Paese è causata principalmente da stipendi ormai palesemente insoddisfacenti rispetto al costo dei servizi. Con 1.400 euro mensili e affitti, anche di posti letto, pari almeno a un terzo dello stipendio, bollette, trasporti e vitto esclu-si, si rischia l’accattonaggio.

Occorre una rimodulazione seria degli stipendi e l’elaborazione di misure atte a prevenire situazioni di disagio economico irreversibile. Molti giovani amano la scuola e sognano un futuro tra le cattedre: attualmente la retribuzione scoraggiante frena l’entusiasmo di tanti. Speriamo di assistere presto a un’inversione di rotta.

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