Una lettera indirizzata agli organizzatori del Comicon Napoli, in corso alla Mostra d’Oltremare, ha acceso l’attenzione su un episodio che ha destato preoccupazione tra le associazioni impegnate nella tutela dei minori. Le componenti della Rete per la sicurezza minori e adolescenti hanno segnalato la presenza, in uno degli stand, di lame e coltelli reali esposti e messi in vendita tra gadget e oggetti pop.
“Non è in discussione la liceità, ma il messaggio”
Nella lettera, la Rete sottolinea che la vendita di tali articoli può rientrare nei limiti della legge, ma ciò che viene messo in discussione è l’opportunità e il messaggio trasmesso. «In un contesto come il Comicon, simbolo di leggerezza, creatività e incontro – si legge – la presenza di armi, anche se consentite, risulta fuori luogo. Ancora di più quando vengono esposte accanto a oggetti ludici, creando una pericolosa ambiguità nell’immaginario dei visitatori, soprattutto dei più giovani».
La risposta del Comicon: “Intervento immediato”
Gli organizzatori del festival hanno risposto con tempestività, disponendo la rimozione immediata di ogni oggetto non conforme ai criteri ludici o scenici. «Non appena ricevuta la segnalazione – spiegano – i nostri uffici sono intervenuti presso gli spazi indicati, ottenendo la rimozione di ogni articolo non idoneo. Restano esposte solo repliche giocattolo o oggetti da collezione non atti a offendere».
“No alla normalizzazione delle armi”
Il Comicon ha ribadito la propria posizione: «Concordiamo pienamente sul fatto che un contesto di festa, arte e creatività non debba in alcun modo prestarsi alla normalizzazione di strumenti potenzialmente pericolosi. La nostra missione è promuovere l’immaginazione e il gioco sano, valori che difendiamo con determinazione».
Gli organizzatori hanno inoltre auspicato una comunicazione diretta e costante con le realtà sociali durante lo svolgimento dell’evento, per garantire interventi rapidi e condivisi a tutela dei minori.
Un segnale importante
L’episodio si conclude con un segnale positivo: la collaborazione tra istituzioni, associazioni e organizzatori può trasformarsi in un modello di vigilanza e responsabilità condivisa, capace di preservare lo spirito autentico del Comicon – quello di un luogo di incontro, creatività e cultura pop sicura per tutti.


