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28 Settembre, 2021

CGIL Puglia: “Il Governo taglia il fondo coesione al Sud”




Meridionalista a parole, ma nord-centrico nei fatti, il Governo Conte bis continua a portare acqua al mulino del grande Nord.

È quanto denuncia la CGIL Puglia a proposito del taglio della quota di finanziamenti a carico dello Stato italiano per i fondi europei destinati alle politiche di coesione e sviluppo.

Non si comprende come questa scelta – osserva Pino Gesmundo, Segretario generale della Cgil pugliese – possa essere in linea con i principi enunciati anche nel Piano per il Sud, presentato a febbraio 2020 a Gioia Tauro, di ridurre il divario tra territori e cittadini. Disuguaglianze che invece sono aumentate anche durante la pandemia, come testimonia lo Svimez: lo storico gap strutturale ha determinato ricadute economiche e sociali che si sono dispiegate con maggiore drammaticità al Sud, a causa del tessuto produttivo più debole, del mondo del lavoro più frammentato, della società più fragile”.

Inoltre, prosegue Gesmundo: “A questa riduzione di risorse a favore del Mezzogiorno va aggiunta la scelte relativa ai 14 miliardi di euro riveniente da REACT: un fondo creato dall’Unione Europea per assistere in questa fase le regioni meno sviluppate per sostenere la ripresa e la coesione e che il Governo vorrebbe ripartire su tutti il territorio nazionale e non già a favore delle sole regioni meridionali”.

Non ci sembra – conclude – possa essere questa la radicale inversione di tendenza rispetto al passato di cui parla il Presidente del Consiglio. È allora più che mai necessario che la Regione, le istituzioni locali, le forze politiche, concordino con le forze sociali un’azione comune per invertire una scelta che rischia di penalizzare ancora una volta il Mezzogiorno. Sapendo che questo è forse l’ultimo treno che passa per la ripresa e la riduzione del divario tra i territori, senza il quale si condannerà non solo il Sud ma tutto il Paese a essere più povero e diviso”.

21/12/2020 – Salvatore Lucchese




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