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20 Giugno, 2021

Cercola azzurra: domenica 19 maggio il Napoli Club Cercola Partenopea promuove la prima riunione dei Napoli club da tutto il mondo



Di solito, le rappresentazioni mediatiche degli stadi di calcio e al loro interno delle curve fanno leva esclusivamente sugli episodi di violenza e d’illegalità diffusa per lo più imputati ai vari gruppi ultras. Così facendo, nell’età del mercantilismo e dell’industria del divertimento, che trasforma la passione in merce da cui ricavare lauti profitti, tali rappresentazioni contribuiscono a fissare nell’immaginario collettivo lo stereotipo degli stadi e soprattutto delle curve come luoghi pericolosi e fortemente diseducativi da evitare ad ogni costo ed a tutti i costi. Dei luoghi da ridurre come capienza per potere edificare gli stadi commerciali.

Dunque, queste rappresentazioni volutamente estremizzate, unilaterali e faziose delle Curve, che ne riducono la variegata composizione socio-culturale e la molteplicità delle forme partecipative al solo tifo “violento”, “aggressivo” e “spacciatore”, fungono da base di giustificazione ideologica per la definitiva trasformazione dei templi della passione sportiva e, nell’Italia dei Comuni, anche identitaria, nei grandi templi commerciali, in cui le famiglie borghesi medio-alte possono ‘tranquillamente’ trascorrere il loro tempo libero all’insegna dei consumi permanenti: ristorazione, giochi, bar, gadget, spettacoli sportivi.

La passione, le istanze identitarie e culturali, le contestazioni e gli atteggiamenti critici ve ne devono essere espunti per dare posto all’“uomo ad una dimensione”, all’homo consumens, acquiescente e riverente, del tutto funzionale al processo di valorizzazione del capitale anche in ambito calcistico.

A questa immagine riduttiva ed ideologica degli stadi e delle curve, bisogna contrapporne un’altra, che fa leva su quei Club e su quei gruppi organizzati di tifosi, che, nell’età della molteplicità delle agenzie formative, fanno degli stadi e delle sue curve dei luoghi di costruzioni di reti, di scambio d’idee e conoscenze, che, come nel caso della corrente “Sarrismo e Rivoluzione”, ne elevano la consapevolezza della recezione critica degli eventi sportivi, per coglierne anche i legami con le istanze e con i processi socio-politici.

E’ all’interno di quest’importante ed ai più invisibile ala culturale del tifo organizzato che si colloca il Napoli Club Cercola Partenopea, fondato nel 2017 da Tony Manna, che ne è anche il Presidente, Salvatore Nocerino, Lello Petrillo, Renato Ardone, Cesare Denunzio, Giuseppe D’Avino, Carlo Merola, Mario Milano, Emilio D’Asti, Domenico Fiengo, Vincenzo Annunziata e Carlo Servillo.

Infatti, Cercola Partenopea non si limita ad essere soltanto una sede di aggregazione per tifare Napoli durante le trasmissioni delle sue partite in diretta o un punto di riferimento per l’acquisto dei biglietti della squadra del cuore, ma, grazie alle capacità organizzative dei suoi organi direttivi, nonché alla coesione e alla partecipazione dei suoi numerosi soci (250), nel corso di questi due intensissimi anni di vita ha promosso anche importanti iniziative di carattere sportivo, sociale, civile e culturale.

Per quanto concerne le iniziative sportive, si ricorda che nel gennaio 2019 Cercola Partenopea ha vinto la finale del Torneo di calcio comunale, mentre tra le iniziative di carattere sociale sicuramente va menzionata la cena natalizia interculturale di beneficenza in favore dei bisognosi (2018). Cena a cui hanno partecipato quaranta persone di sei nazionalità diverse con scambi di doni, musiche e balli tipici.

Relativamente alle iniziative di carattere civile, va menzionata l’adesione del Club cercolese ad un’importante manifestazione di carattere pedagogico-ecologista, la Giornata mondiale della pulizia del territorio (2019).

Infine, tra le numerose manifestazioni di carattere culturale promosse da Cercola Partenopea si annoverano la presentazione postuma del libro di storia locale di Giorgio Mancini, La taverna della Cerqua (2017), l’organizzazione di corsi di lezioni di Lingua napoletana scritta e orale (2018), la celebrazione delle Quattro giornate di Napoli con la testimonianza del partigiano Gennaro Di Paola (2018), e, in collaborazione con lo scrittore Salvatore Lucchese, la presentazione dell’oramai famoso libro del giornalista economico del Mattino Marco Esposito, Zero al Sud. Libro che ha contribuito alla nascita di un sempre più consistente e variegato movimento neomeridionalista di opposizione alla cosiddetta “secessione dei ricchi”.

Nel solco di queste numerose iniziative dalla valenza educativa interculturale, identitaria e civile si inserisce l’evento organizzato per domenica 19 maggio alle ore 15:00, “Prima riunione dei Napoli Club da tutto il mondo”, che si terrà a Corso Domenico Riccardi, n.° 243, presso la sede di Cercola Partenopea.

“La riunione” che, sottolinea il Presidente Tony Manna, “non è in contrapposizione alle associazione AICN ed ACAN già esistenti, né al mondo ultras”, è finalizzata ad unire i Napoli Club per promuovere ulteriori attività in rete a livello mondiale, collegando, ad esempio, i Napoli Club italiani anche con quelli del Lussemburgo, della Germania e dell’Argentina.

Conosciuta per essere la sede di uno dei più famosi Juventus Club d’Italia, grazie a Cercola Partenopea il Comune vesuviano continua a promuovere con orgoglio, passione e competenza la fede nei propri colori identitari, i colori azzurro Napoli.

La resistenza/resilienza ai processi di mercificazione e di omologazione culturale propri del capitalismo globalizzato passa anche attraverso queste iniziative promosse dal basso da chi intende valorizzare le proprie radici per poi aprirsi al confronto con le culture altre senza nessun complesso d’inferiorità.

17/05/2019 – Salvatore Lucchese



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