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21 Maggio, 2026

Castellammare, rapina ai tifosi del Sudtirol dopo Juve Stabia–Sudtirol: cinque misure cautelari e D.A.SPO

Nella mattinata di oggi, la D.I.G.O.S. di Napoli e il Commissariato di Castellammare di Stabia, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di cinque soggetti stabiesi.

Sono gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso, per fatti avvenuti nella notte del 7 dicembre 2024, al termine della partita Juve Stabia – Sudtirol, valida per il campionato di Serie B e disputata allo stadio Romeo Menti.

Divieto di dimora e obbligo di presentazione

I destinatari del provvedimento, ritenuti appartenenti alla tifoseria ultras della Juve Stabia, hanno ricevuto:

  • divieto di dimora nel Comune di Castellammare di Stabia
  • per due di loro, anche obbligo di presentazione alla P.G.

La rapina ai tifosi del Sudtirol

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno ricostruito un grave quadro indiziario. Gli indagati avrebbero rapinato alcuni tifosi del F.C. Sudtirol che, dopo la partita, si erano trattenuti nel centro cittadino.

Sono accusati anche della violazione dell’art. 6-bis della legge 401/89, per aver creato un concreto pericolo per la sicurezza pubblica utilizzando mazze di legno nelle vicinanze dello stadio.

Le immagini di videosorveglianza incastrano gli autori

L’attività investigativa è stata supportata dall’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza, che hanno permesso di individuare con elevata probabilità gli autori della rapina.

Sequestrati sciarpe, felpe e vessilli rubati

Le perquisizioni delegate dalla Procura hanno portato al sequestro, presso le abitazioni di altri sei indagati, degli oggetti sottratti ai tifosi tirolesi:

  • sciarpe
  • felpe
  • vessilli

Questi soggetti rispondono del reato di ricettazione.

D.A.SPO. per tutti gli indagati

Il Questore di Napoli ha emesso provvedimenti di D.A.SPO., aggravati per alcuni dall’obbligo di presentazione alla P.G.

Le indagini hanno evidenziato anche il rischio di reiterazione: dopo la rapina, gli indagati avevano pubblicato su Facebook foto in cui mostravano i vessilli rubati come trofei, su pagine riconducibili a gruppi ultras stabiesi.

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