Parliamo spesso di integrazione, inclusione e diritti. Parole importanti, che però rischiano di restare vuote senza azioni concrete. E lo sport è uno degli strumenti più forti di inclusione reale, quotidiana e vissuta.
In Campania, però, lo sport per le persone con disabilità sopravvive grazie al sacrificio di associazioni e società sportive. Realtà che portano avanti attività fondamentali, spesso autofinanziandosi o sostenute da piccoli sponsor. Una situazione che, secondo le associazioni, non è più accettabile.
“In altre regioni esistono leggi dedicate. In Campania ancora no”
In molte regioni italiane esistono normative che sostengono concretamente lo sport per disabili. In Campania, invece, manca un intervento strutturato che garantisca dignità, continuità e prospettiva alle società sportive.
Da qui nasce un appello rivolto ai rappresentanti politici della Regione Campania: serve una legge regionale dedicata allo sport per le persone con disabilità.
Le richieste: accesso, strutture, fondi e trasparenza
Le associazioni chiedono:
- accesso garantito allo sport in sicurezza e autonomia
- strutture sportive realmente accessibili
- sostegno economico stabile
- trasparenza nell’uso dei fondi pubblici
- collaborazione concreta tra istituzioni e territorio
Un percorso che vuole trasformare l’inclusione da slogan a realtà.
Obiettivi principali
- garantire accesso allo sport in condizioni di sicurezza
- rendere gli impianti sportivi accessibili e inclusivi
- sostenere economicamente le società
- promuovere lo sport come strumento di inclusione sociale
Azioni fondamentali
- censimento regionale delle strutture e verifica dell’accessibilità
- adeguamento degli impianti con fondi dedicati
- istituzione di un fondo regionale per lo sport accessibile
- incentivi fiscali per aziende e sponsor
- formazione obbligatoria per tecnici e operatori
- coinvolgimento del Comitato Paralimpico e delle associazioni
- monitoraggio annuale e relazione pubblica sugli interventi
“Una responsabilità di tutti”
Le associazioni ricordano che questa non è una battaglia di pochi. Lo sport non è solo attività fisica: è autonomia, crescita, dignità, socialità. Per una persona con disabilità può rappresentare la differenza tra isolamento e partecipazione.
Da qui l’appello finale alla politica regionale: ascoltare il territorio e costruire insieme una legge che sia uno strumento reale di cambiamento. Perché l’inclusione non si racconta. Si realizza.


