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17 Agosto, 2022

Autonomia differenziata, il ceto intellettuale meridionale passa al contrattacco, ma i politici del Sud non fanno sistema




Mentre, grazie alla sponda ministeriale di Mariastella Gelmini da Brescia, il sistema Nord – Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana – avanza compatto verso la conquista dell’autonomia differenziata, tranne le voci contro del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, della Regione Puglia Michele Emiliano, e del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, sembra che a livello istituzionale il Sud subisca passivamente l’attuazione del federalismo estrattivo e discriminatorio.

Sino ad ora, ad opporsi a quella che è stata definita anche come la “secessione dei ricchi”, è un ristretto gruppo del ceto intellettuale meridionale, accademici, insegnati, giornalisti, studiosi, tra i quali spiccano nomi del costituzionalista emerito della Federico II Massimo Villone, dell’economista Gianfranco Viesti e del saggista e giornalista del “Mattino” Marco Esposito.

E proprio Villone, Viesti ed Esposito domani saranno tra i relatori che illustreranno nella Sala stampa della Camera dei deputati i contenuti del PDL costituzionale di iniziativa popolare di modifica degli articoli 116.3 e 117.

Il PDL è stato promosso dal Coordinamento per la democrazia costituzionale con l’intento di responsabilizzare il Parlamento e sollevare un vasto ed esteso dibattito pubblico su una riforma che, se dovesse essere attuata, prima istituzionalizzerebbe definitivamente la condizione del Mezzogiorno come colonia estrattiva interna, per poi provocare la definitiva balcanizzazione del Paese in un contesto di crisi mondiali, che, invece, richiederebbero maggiore unità, solidità e coesione.        



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