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12 Luglio, 2024

Aparthaid alla scuola Noschese di San Giorgio a Cremano?



L’episodio increscioso di discriminazione verificato alla scuola Noschese di San Giorgio a Cremano, nei confronti di un papà separato ha comportato che anche l’associazione per la tutela dei minori ADIANTUM tramite i suoi massimi vertici, il Presidente Nazionale Dott. Giacomo ROTOLI e il Segretario Nazionale Dott. Edmondo SENA, sia intervenuta per la difesa dei diritti di un minore a cui è stato precluso al padre di ricevere adeguatamente le notizie scolastiche sul figlio.

Ebbene il Ministero della Pubblica Istruzione con circolare indirizzata al Dirigenti scolastici di ogni ordine e grado degli Istituti statali e non statali di Napoli e Provincia prot. 513_8_37 del 08/02/2000 aveva espresamente invitato alla rimozione “di eventuali ostacoli anche di fatto che dovessero frapporsi all’esercizio del diritto del genitore separato non affidatario di seguire esaustivamente e con la necessaria tempestività il processo educativo dell’alunno minorenne”.

Tant’è vero che con la circolare pro. 5336 del 02/092015 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si ribadisce l’invito alle Istituzioni scolastiche “ a voler incoraggiare, favorire e garantire l’esercizio del diritto/dovere del genitore separato o divorziato o non più convivente, anche se non affidatario e/o non collocatario (articoli 155 e 317 c.c.), di vigilare sull’istruzione ed educazione dei figli e conseguentemente di facilitare agli stessi l’accesso alla documentazione scolastica e alle informazioni relative alle attività scolastiche ed extrascolastiche previste dal POF”.



Orbene, a questo papà separato legalmente con affidamento condiviso del figlio è stato vietato di partecipare alla chat WhatsApp del gruppo di classe in quanto “maschio”, sentendosi dire come giustificazione dalla sig.ra V.L. rappresentante delle classe 2 elementare frequentata dal figlio:

“che ci devi fare nel gruppo? Il gallo tra le galline? Nel gruppo non ti inserisco, piuttosto faccio un altro gruppo finto e metto a te dentro e lo chiamo classe 2 A e al gruppo dei genitori cambio nome e lo chiamo Amiche di Scuola così rimani escluso e non ti puoi neanche lamentare. Tanto mi sono informata non mi puoi fare niente, millantando conoscenze con avvocati, a mò di minaccia. Si tratta di frasi disgustose, ignoranti che mostrano totale disprezzo verso i princìpi morali di educazione, rispetto e integrazione che dovrebbero essere a pilastro di ogni istituto scolastico mostrando totale disprezzo verso la figura genitoriale dei papà separati” le parole riferite dal padre. Soprattutto perché è stato creato un finto gruppo whatsapp nella quale v’è questo papà, gruppo in cui non vengono fornite notizie, praticamente inattivo ed un gruppo ufficiale dal quale questo papà non solo è stato escluso ma anche offeso e denigrato!

Tuonano i vertici di Adiantum scendendo in prima persona nella vicenda. La Preside  dott.ssa Patrizia Tramontano Guerritore, difronte a queste frasi aveva l’obbligo morale di intervenire con immediatezza convocando il Consiglio d’Istituto per rimuovere la rappresentante di classe che con evidenza assoluta non è stata in grado di svolgere con imparzialità il suo compito, gettando discredito sull’istituzione scolastica intera e i genitori tutti. Addirittura mentre la scuola si affannava a sostenere che la figura della rappresentante di classe “ha funzioni di collegamento tra genitori e insegnanti”, la stessa rappresentante di classe si adoperava per aiutare la ex moglie di questo papà separato ad adire azione legali contro l’ex marito, fornendo alla stessa screenshot di conversazioni relative ad una gita scolastica (della quale il papà separato non aveva avuto conoscenza né tanto meno il modulo di nulla osta da sottoscrivere) depositate poi dalla ex moglie dinanzi alla Autorità Giudiziaria nel maldestro tentativo di modificare l’affido condiviso e nel cercare di allontanare (senza averne diritto alcuno) il bambino dal padre con cui è fortemente legato avallando un tentativo di trasferimento a circa 500 km di distanza. Si ricorda che il papà, Sig Contovas Giorgio, papà del bambino in questione è ottimo genitore e ciò risulta evidente dagli atti di un processo giudiziario di separazione durato oltre 5 anni, non parliamo dunque di un mostro ma di un semplice papà separato.



A ciò si aggiunga anche l’increscioso comportamento della Dirigente Scolastica che non venendo minimamente incontro alle richieste del sig. Contovas di ricevere notizie circa le attività scolastiche in cui è coinvolto il figlio, nonché tutte le comunicazioni scolastiche atteso che le stesse invece vengono fornite dalla Scuola alla ex-moglie. Di qui una sorta di apartheid, di “segregazione” di un genitore papà separato dagli altri genitori, un papà a cui la scuola e la rappresentante di classe negano il diritto ad essere partecipe anche alla vita scolastica del minore con inevitabili ripercussioni sulla crescita dello stesso. Una scuola che quindi anziché porsi come modello educativo nel rispetto della bigenitorialità fa passi indietro nel tempo discriminando la figura paterna, violando apertamente la normativa in essere e dimenticando, volutamente, la centralità della figura del minore il quale ha diritto di ricevere cure, educazione, istruzione da entrambi i genitori anche se separati.

Difronte a tutto ciò ADIANTUM non è potuta rimanere inerte e ha subito chiesto urgenti chiarimenti al MIUR per il tramite del suo Segretario Nazionale che ha ravvisato anche numerose altre anomalie all’attenzione delle autorità preposte. Nel frattempo sulla vicenda in questione, interpellate le prime Autorità hanno iniziato a dare importanti risposte.

Il Garante Nazionale dei Minori ha invitato subito ad interessare dell’accaduto il Garante Provinciale per la Campania Dott Giuseppe SCIALLO. Il Garante Nazionale per la Privacy ed il Ministero per le Pari Opportunità hanno aperto un procedimento. L’Osservatorio Nazionale contro le Discriminazioni ha invitato il Sig Contovas a recarsi presso le Forze dell’Ordine di San Giorgio a Cremano per sporgere denuncia. Il Ministro della Giustizia ha invitato il sig. Contovas a far valere le sue legittime ragioni nelle sedi civili e penali, cosa che avverrà molto presto, infatti alla chiusura dell’anno scolastico si preannuncia un lunga battaglia giudiziaria che gli avvocati del Sig Contovas si apprestano ad intraprendere contro l’Istituzione scolastica e le persone coinvolte. Intanto sembra anche essersi aperta una crepa nel muro di omertà e silenzio che sembrava unire compattamente fino poco tempo fa i genitori della classe in questione.

Infatti alcuni genitori preoccupati dalla deriva che sta prendendo la vicenda, dopo aver ascoltato le ragioni del sig. Contovas e letto gli articoli e le interviste sul caso, hanno manifestato il loro appoggio morale alla battaglia che il sig. Contovas ha iniziato contro le discriminazioni in ambito scolastico subite e subende chiedendo ed ottenendo dallo stesso una “liberatoria” onde evitare che le proprie mogli siano coinvolte nelle vicende giudiziarie per l’accaduto denunziato. E’ bene chiarire che non vi è alcun intendimento persecutorio nei confronti dei genitori della classe in questione bensì un azione mirata nei confronti dell’Istituzione scolastica e dei suoi rappresentanti che non hanno rispettato i principi basilari della bigenitorialità incorrendo in gravi violazioni delle norme esistenti. Intanto sul caso in questione è stato presentato un esposto anche alla Polizia Postale, dunque a breve potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

Fonte: Giorgio Contovas 



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