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2 Febbraio, 2023

Amalfi: presentazione del volume Essad Bey “Un genio in fuga da sé stesso”




Amalfi, Biblioteca Comunale, 9 dicembre 2022, ore 17.00. Con la partecipazione di Michail TALALAY, Curatore del volume, Marco MERLINI, Institute of Archaeomythology USA, Daniela PADULAROSA, Sapienza Università di Roma, Hans-Jurgen MAURER, Editore. Coordina Giovanni CAMELIA, Direttore del Comitato Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

Essad Bey è sicuramente uno dei più misteriosi scrittori europei del Novecento. Autore di molti libri popolari negli anni ’30, si spense nel 1942 a Positano: il turbante ‘arabo’ che sormonta la stele presso la sua tomba suscita sempre viva curiosità fra i visitatori del locale cimitero. Nacque a Kiev (per caso) nel 1905 con il nome di Lev Abramovič Nusenbaum (poi cambiato in Nussimbaum) ma crebbe fino 15 anni a Baku, nel Caucaso.

Figlio di un importante imprenditore petrolifero ebreo, perse giovanissimo la madre che si suicidò in circostanze misteriose: il suo girovagare per il mondo ebbe fine a Positano dove un’altra esule, la scrittrice tedesca (di origine ebraica) Elizabeth Castonier di lui scrisse: ”Un

russo-turco di nome Essad Bey spuntò fuori da qualche parte insieme con una vecchia signora trasandata (Alice Schulte, la sua governante), che parlava solo russo e di cui egli affermava che un tempo era stata la sua balia. Era un uomo misterioso, che come unico documento d’identità possedeva una carta d’imbarco del Norddeutschen Lloyd, che agli occhi dei rispettosi gendarmi figurava come un passaporto diplomatico.

Ammalatosi del morbo di Buerger, visse nella cittadina costiera fino alla sua morte, evitando forse il triste destino del suo amico, il commerciante o ‘scrittore’ (così indicato nell’elenco degli ebrei redatto dal Comune di Positano nel 1942) Albert Adler, che finì i suoi giorni ad Auschwitz.

Michail Talalay, gli altri curatori e autori della presente miscellanea ed il Centro di Cultura e Storia Amalfitana hanno inteso promuovere questo omaggio italiano a Essad Bey nell’ottantesimo anniversario della morte.



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