Una Festa dei Popoli per difendere la dignità della persona e contrastare la tratta degli esseri umani. È il momento di condivisione culturale che si è svolto nel Cortile del Seminario Vescovile di Acerra, con la partecipazione dell’amministrazione comunale, della Caritas, di operatori sociali, cittadini e bambini provenienti da diversi Paesi.
L’iniziativa ha presentato il progetto “Fuori Tratta”, nato da un protocollo d’intesa tra Comune di Acerra, Cooperativa Sociale Dedalus e Caritas Diocesana.
Un protocollo per proteggere le vittime di tratta
L’accordo, approvato con delibera di giunta, punta a:
- identificare tempestivamente le vittime
- garantire protezione e assistenza
- favorire percorsi di integrazione
- prevenire e contrastare sfruttamento e tratta
Particolare attenzione è rivolta ai migranti, spesso più esposti a rischi di abuso.
D’Errico: “Violazione grave dei diritti fondamentali”
Il sindaco Tito d’Errico ha sottolineato la gravità del fenomeno:
«La tratta degli esseri umani è una delle violazioni più gravi dei diritti fondamentali. Abbiamo voluto fortemente questo accordo per garantire tutela e assistenza alle vittime».
Un approccio integrato per contrastare lo sfruttamento
L’assessora alle Politiche Sociali Francesca La Montagna ha evidenziato l’importanza del lavoro congiunto:
«Un approccio integrato nelle procedure di identificazione e assistenza costituisce un modello concreto di intervento».
Tra gli obiettivi del progetto c’è anche l’emersione delle situazioni di sfruttamento presenti sul territorio, attraverso attività di monitoraggio e identificazione delle vittime.
Tanzillo: “Rafforzare la collaborazione tra istituzioni e terzo settore”
L’assessora alle Pari Opportunità Milena Tanzillo ha ribadito:
«Serve una collaborazione più forte tra istituzioni e terzo settore per migliorare prevenzione, segnalazione e assistenza».
Petrella: “Scuole fondamentali per prevenzione e integrazione”
L’assessora all’Istruzione Milena Petrella ha ricordato il ruolo centrale delle scuole:
«Ragazzi e docenti possono segnalare situazioni di rischio e contribuire all’integrazione».


