22.2 C
Napoli
8 Ottobre, 2026

๐๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ฌ๐ž: ๐ซ๐ข๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ฅ๐š ๐ฆ๐จ๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฅโ€™๐€๐ฎ๐ญ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐ข๐š ๐๐ข๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐š๐ญ๐š!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa emesso in data odierna dai Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, lโ€™unitร  della Repubblica e lโ€™uguaglianza dei diritti.
La notizia apparsa su diversi quotidiani nei giorni scorsi secondo la quale โ€œla Lombardia รจ pronta a firmare le prime intese per avere piรน autonomia sulla sanitร  e su tre materie per cui non รจ prevista la definizione dei livelli minimi essenzialiโ€ – ossia la protezione civile, le professioni e la previdenza integrativa – notizia correlata allโ€™intenzione di Veneto, Liguria e Piemonte di procedere sulla stessa strada per โ€œchiudereโ€ entro settembre, รจ molto grave e deve rappresentare per tutte le forze democratiche, associative, sindacali e di partito un avvertimento: la mobilitazione per fermare lโ€™Autonomia differenziata non puรฒ essere abbandonata e nemmeno rallentata, ma deve anzi riprendere subito con forza, prima di tutto attraverso la denuncia pubblica di quanto sta avvenendo e quindi mobilitando dal basso cittadini e cittadine.
รˆ evidente, infatti, il tentativo del Ministro Calderoli e dei presidenti delle Regioni che chiedono di stipulare le Intese di aggirare la sentenza della Corte Costituzionale la quale, nonostante la successiva decisione di impedire lo svolgimento del referendum che avrebbe cancellato lโ€™intera Legge di applicazione del comma 3ยฐ dellโ€™art. 116 della Costituzione, come riformato nel 2001, ha tuttavia posto ostacoli molto chiari e paletti molto precisi allโ€™applicazione di questa legge.
In particolare, la Corte Costituzionale impone chiaramente che non possano essere oggetto di Autonomia intere materie, ma solo singole funzioni.
รˆ facilmente immaginabile che il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e i suoi colleghi del Piemonte, del Veneto e della Liguria, con la regia del Ministro Calderoli, intendano โ€œtecnicamenteโ€ trovare qualche โ€œescamotageโ€ per far apparire che non si tratta di far transitare intere materie alle Regioni, ma solo โ€œfunzioniโ€. Ma se tali โ€œfunzioniโ€ rappresentano infine, se non la totalitร , la quasi totalitร  di una materia importante, per esempio, come la sanitร , ebbene, รจ chiaro a tutti che ci troviamo di fronte ad una grave violazione di quanto sancito dalla Corte Costituzionale. Cโ€™รจ di piรน: il ddl delega, approvato in Consiglio dei Ministri il 19 maggio e in attesa di passare al vaglio delle commissioni, che verte sulla determinazione (che รจ ben altro rispetto alla โ€œgaranziaโ€) dei livelli essenziali delle prestazioni (la condizione dalla quale il governo, aggirando ancora la sentenza della Corte, intende partire per inaugurare la stipula di intese tra Governo stesso e singole regioni, dando vita cosรฌ allโ€™autonomia differenziata), prevede lo spacchettamento delle โ€œnorme generali dellโ€™istruzioneโ€, una materia che la Corte aveva ammonito a maneggiare con estrema cura, individuando in sostanza perรฒ tutte le funzioni che la compongono: istruzione e organizzazione della rete scolastica; articolazione dei cicli scolastici; sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni; curricula e programmi di studi; valutazione, esami di Stato, formazione delle classi, reclutamento del personale scolastico, pluralismo, inclusione, diritto allo studio, edilizia scolastica, innovazione digitale, istruzione per gli adulti.
Noi che dal 2019 ci battiamo per il ritiro di โ€œqualunqueโ€ applicazione dellโ€™Autonomia differenziata ribadiamo la nostra netta avversione โ€“ nella difesa delle conquiste democratiche e sociali – a qualsiasi deroga al principio di uguaglianza, allโ€™unitร  della Repubblica, al principio di solidarietร .
Ma a fronte di un atto cosรฌ arrogante e grave come quello annunciato per la Lombardia โ€“ e, a seguire, da Piemonte, Veneto e Liguria โ€“ e alle affermazioni del presidente della regione Lazio, che si candida ad attuare lโ€™AD ๐ฅ๐š๐ง๐œ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐š๐ง๐œ๐จ๐ซ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐ฅโ€™๐š๐ฉ๐ฉ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ: ๐žฬ€ ๐ง๐ž๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐š๐ซ๐ข๐จ ๐ž ๐ฎ๐ซ๐ ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ซ๐ข๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฆ๐จ๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ฆ๐š๐ซ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ญ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ, ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐š๐ข ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž. ๐ˆ๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐š ๐๐ข๐ฌ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐žฬ€ ๐ž๐ฌ๐ญ๐ซ๐ž๐ฆ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฅ๐ข๐ฆ๐ข๐ญ๐š๐ญ๐จ.
Da parte nostra, rilanciamo con forza le Petizioni popolari ai Consigli Regionali e ai Presidenti di Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio โ€“ cui presto seguiranno quelle di altre regioni – affinchรฉ abbandonino ogni richiesta di Intesa, come giร  fatto dallโ€™Emilia-Romagna.
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, lโ€™unitร  della Repubblica e lโ€™uguaglianza dei diritti

Potrebbe interessarti anche

Ultimi Articoli